Ateismo 2.0: la nuova “non” religione

Ultima modifica: 2016-10-16 15:18 - Autore: Devid

ateismo

Uno dei modi più comuni di dividere il mondo è tra quelli che credono e quelli che non credono – in religiosi e atei.

Nell’ultimo decennio, è abbastanza chiaro cosa significhi essere ateo. Ci sono state persone dichiaratamente atee che hanno fatto notare, non solo che la religione è sbagliata, ma che è ridicola.

Questa gente, sostiene che credere in Dio è come credere nelle fate e sostanzialmente è tutto un gioco per bambini.

Io credo che sia troppo facile pensarla cosi. Credo che sia troppo facile archiviare tutta la religione in questo modo.
E’ facile come sparare ad una mosca con un cannone.

Quello che potremmo creare, invece, è una nuova forma di ateismo. Un ateismo consapevole, ateismo 2.0, come lo chiama il grande scrittore Alain de Botton, al quale questo articolo si ispira.

Si parte da una premessa di base. Ovviamente, non c’è nessun Dio.
Ovviamente, non ci sono divinità o spiriti soprannaturali o angeli, ecc… Ora andiamo avanti; non è la fine della storia, questo è solo l’inizio.

Mi interessano quel tipo di persone che pensano cose del tipo “Non credo in tutta questa roba. Non credo nelle dottrine. Non credo che queste dottrine siano giuste.

Queste stesse persone dicono anche: “Adoro i canti natalizi. Adoro gli addobbi di natale Adoro visitare le vecchie chiese. Mi piace girare le pagine dell’Antico Testamento”.

Qualunque cosa sia, sapete di cosa sto parlando – le persone attratte dagli aspetti rituali, dalla morale, dal lato collettivo della religione, ma che non sopportano la dottrina.

Fino ad ora, questa gente ha dovuto affrontare una scelta spiacevole. È come se si dovesse accettare la dottrina e avere tutta questa bella roba, o rifiutare la dottrina e vivere in una specie di terra spirituale abbandonata sotto la guida della televisione e delle multinazionali. È una scelta difficile.

Non credo che siamo costretti a fare questa scelta.
Credo che ci sia un’alternativa. Credo che ci siano altri modi e penso che le religioni possano insegnarci qualcosa a proposito.

Se non credete in una religione, non c’è nulla di male a selezionare il buono usandolo per i propri scopi.
Secondo me, ateismo vuol dire entrambe le cose, un modo rispettoso e profano di analizzare una religione e dire, “Cosa potremmo usare di tutto questo?”

Il mondo laico è pieno di lacune. Abbiamo laicizzato male, direi.
Uno studio approfondito della religione potrebbe darci molti indizi in aree della vita che non vanno molto bene. In questo articolo, tratto proprio da un discorso di Alain de Botton, vorrei parlare di alcuni di questi indizi.

Ateismo, religione ed educazione.

ateismoL’educazione è un campo in cui il mondo laico crede molto. Quando pensiamo a come rendere il mondo un posto migliore, pensiamo all’educazione.

L’educazione ci dà non solo capacità commerciali, capacità industriali, ci rende anche delle persone migliori.
Sapete quelle cose da discorso di apertura, da cerimonie di consegna diplomi, quelle dichiarazioni liriche, quell’educazione, il processo educativo – in particolare l’educazione superiore – ci renderà persone più nobili e dei migliori esseri umani.

È un’idea splendida ed è interessante vedere da dove proviene.

All’inizio del 19° secolo, la frequentazione delle chiese in Europa Occidentale cominciò a calare drammaticamente e la gente iniziò a spaventarsi. Si facevano la seguente domanda: “la gente dove troverà la moralità, dove troveranno una guida, e dove troveranno fonti di consolazione?”

Determinate voci influenti dissero: la cultura!. Dovremmo guardare alla cultura ateismocome guida, come consolazione, come morale. Guardiamo i drammi di Shakespeare, i dialoghi di Platone, i romanzi di Jane Austen. Lì, troveremo molte verità che prima potevamo trovare nei Vangeli di Giovanni.

Credo che sia una bellissima idea e che sia molto vera. Volevano sostituire le scritture con la cultura. Ed è un’idea plausibile.

È anche un’idea che abbiamo dimenticato. Se andaste in un’importante università – diciamo Harvard, Oxford o Cambridge a dire, “Sono venuto qui perché sono in cerca di moralità, guida e consolazione; voglio sapere come vivere”, vi mostrerebbero la strada per il manicomio.

Semplicemente non è a questo che sono preposte le nostre migliori e più grandi istituzioni universitarie. Perché? Perché non credono che sia necessario. Non credono che abbiamo bisogno urgente di assistenza. Vedono in noi adulti, adulti razionali. Quello di cui abbiamo bisogno è informazione. Abbiamo bisogno di dati, non di aiuto.

Le religioni partono da un punto completamente diverso. Tutte le religioni più importanti, in vari momenti ci chiamano bambini. Come i bambini, credono che abbiamo una seria necessità di assistenza e abbiamo bisogno di aiuto.

Certo che abbiamo bisogno di aiuto. E quindi abbiamo bisogno di assistenza e abbiamo bisogno di apprendimento didattico.

ateismoSapete, nel 19° secolo nel Regno Unito, il più grande predicatore religioso, era un uomo di nome John Wesley, che viaggiò in lungo e in largo per questo paese tenendo sermoni, dando consigli alla gente su come vivere.

Tenne sermoni sui doveri dei genitori nei confronti dei loro figli e dei figli nei confronti dei genitori, i doveri dei ricchi nei confronti dei poveri e dei poveri nei confronti dei ricchi. Cercava di dire alla gente come vivere tramite sermoni, il classico strumento delle religioni.

Ora abbiamo abbandonato l’idea dei sermoni. Se diceste a un moderno individualista liberale, “Ehi, cosa ne dici di un sermone?” vi risponderebbe, “No, no. Non ne ho bisogno. Sono indipendente, una persona individuale“.

Qual è la differenza tra un sermone e il nostro moderno, laico mezzo di trasmissione, la lezione?
I sermoni vogliono cambiarvi la vita e una lezione vuole darvi delle informazioni. Credo che abbiamo bisogno di tornare alla tradizione dei sermoni. La tradizione di fare sermoni ha un enorme valore, perché abbiamo bisogno di una guida, moralità e consolazione e le religioni lo sanno.

Un’altro punto sull’educazione…

Un altro punto sull’educazione è il credere che dicendo una cosa 1 volta ad un alunno, questo se la ricorderà per sempre. Fateli sedere in una classe, raccontate loro di Platone a 10 anni, mandateli a fare una carriera in consulenza manageriale per anni, e quella lezione rimarrà loro per sempre.

Le religioni dicono, “Assurdo. Bisogna ripetere la lezione più volte al giorno. Quindi, mettetevi in ginocchio e ripetetela”. Ecco cosa ci dicono le religioni “In ginocchio a ripetetela 15 o 20 volte al giorno”.

Le nostre menti sono come dei colapasta. Le religioni sono culture di ripetizione. Girano intorno alle grandi verità ancora, ancora e ancora. Noi invece Associamo la ripetizione alla noia. “Dateci le novità”, continuiamo a dire. “Il nuovo è meglio del vecchio”. Se vi dicessi, “Ok, non farò più video ma ripeterò il video su “come cambiare vita in 5 step” per sempre, vi sentireste truffati ma non se adottaste una mentalità religiosa.

L’ateismo, la religione ed il tempo

L’altra cosa che fanno le religioni è organizzare il tempo. Tutte le principali ateismoreligioni ci danno dei calendari.

Cos’è un calendario? Un calendario è un modo di essere certi che durante l’anno andiate a sbattere contro determinate idee molto importanti. Nella cronologia cattolica, il calendario cattolico, alla fine di marzo penserete a San Girolamo, alla sua umiltà, la sua bontà e la sua generosità nei confronti dei poveri. Non lo farete per caso; lo farete perché siete portati a farlo.

Nel mondo laico invece pensiamo, “Se un’idea è importante, ci andrò a sbattere. Mi ci imbatterò”. Assurdo, dice il punto di vista religioso nel mondo. Il punto di vista religioso dice che abbiamo bisogno di calendari, di tempo strutturato, dobbiamo sincronizzare gli incontri.

Questo succede anche nel modo in cui le religioni fissano i riti intorno ai sentimenti importanti.

Prendete la Luna. È molto importante guardare la Luna. Quando guardate la Luna pensate, “Sono molto piccolo. Quali sono i miei problemi?” Metto tutto in prospettiva, ecc…

Dovremmo tutti guardarla un po’ più spesso. Non lo facciamo. Perché no?
Se fossi un Buddista Zen, a metà settembre, ti direbbero di uscire di casa e di salire su un classico podio per celebrare il festival della Luna Tsukimi, dove ti sarebbero dati poemi da leggere in onore della Luna e del passare del tempo che ci dovrebbero ricordare la fragilità della vita.

Vi daranno delle gallette di riso; la Luna e la riflessione sulla Luna avrà un posto sicuro nel vostro cuore. È bellissimo.

L’ateismo, la religione e la comunicazione

ateismoL’altra cosa di cui sono consapevoli le religioni è parlare bene, cosa che io non faccio molto bene, ma l’oratoria per le religioni è assolutamente chiave.

Nel mondo laico, potete fare l’università ed essere dei pessimi oratori e fare comunque carriera. Ma il mondo religioso non la pensa in questo modo.

Quello che dite deve essere supportato da un modo di esporre assolutamente convincente.

Se andate in una chiesa Pentecostale afroamericana nel sud degli Stati Uniti e ascoltate come parlano, cazzo, parlano bene. Dopo ogni punto convincente, la gente fa, “Amen, amen, amen”. Alla fine di ogni discorso di incitamento, si alzano in piedi, e fanno, “Grazie Gesù, grazie Cristo, grazie Salvatore”.

Ho avuto la possibilità di andarci e credetemi, coinvolge anche se non siete per nulla afroamericani pentecostali.

Se facessimo come loro vi direi qualcosa come, “La cultura dovrebbe sostituire le scritture”. E voi rispondereste, “Amen, amen, amen”. E alla fine del mio discorso vi alzereste in piedi dicendo, “Grazie Platone, grazie Shakespeare, grazie Socrate”. E sapremmo di avere il ritmo giusto. 🙂

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L’ateismo, la religione ed il corpo

L’altra cosa che le religioni sanno è che non siamo solo cervello, siamo anche corpo. E quando ci insegnano una lezione, lo fanno tramite il corpo.

Quindi per esempio, prendete l’idea che gli ebrei hanno del perdono. Gli ebrei ateismosono molto interessati al perdono e come dovremmo ricominciare da capo e ripartire da zero. Non ci fanno solo sermoni. Non ci danno solo libri o parole sull’argomento.

Ci dicono di fare un bagno. Nella comunità degli ebrei ortodossi, ogni venerdì andate al Mikveh. Vi immergete nell’acqua, un’azione fisica supporta un’idea filosofica.

Noi non siamo portati a farlo. Le nostre idee sono in un’area e il nostro comportamento con il corpo sono in un’altra. Le religioni sono affascinanti per il modo in cui combinano le due aree.

L’ateismo, la religione e l’arte

Ora guardiamo l’arte. L’arte è qualcosa che in un mondo laico teniamo molto in considerazione. Crediamo che l’arte sia molto, molto importante.

Gran parte dell’eccedenza di ricchezza va nei musei, ecc. Talvolta sentiamo dire che i musei sono le nostre nuove cattedrali, o le nostre nuove chiese. L’avrete sentito dire…. Credo che ci sia il potenziale, ma non siamo ancora pronti… Il motivo è che non stiamo studiando nel modo appropriato la maniera in cui le religioni gestiscono l’arte.

Ci sono due pessime idee che ronzano nel mondo moderno che ci impediscono di trarre forza dall’arte

  • La prima idea è che l’arte dovrebbe essere per amore dell’arte – un’idea ridicola – un’idea secondo cui l’arte dovrebbe vivere in una bolla ermetica e non dovrebbe avere niente a che fare con questo mondo problematico.
    Non potrei essere meno d’accordo.
  • L’altra cosa di cui siamo convinti è che l’arte non dovrebbe essere chiara, che gli artisti non dovrebbero dire quello che pensano, perché se lo dicessero, potrebbe spezzare l’incantesimo e troveremmo tutto troppo facile.

ateismoEcco perché un sentimento molto comune quando siete in un museo – ammettiamolo – è, “Non so che cosa sia sto quadro”. Ma siamo gente seria, non lo ammettiamo. Quella sensazione di perplessità è strutturale all’arte contemporanea.

Le religioni hanno un atteggiamento molto più sano nei confronti dell’arte. Non hanno problemi a dire di cosa tratta l’arte.

L’arte parla di due cose in tutte le principali fedi. Prima di tutto, cerca di ricordarvi che cosa si deve amare. E in secondo luogo, cerca di ricordarvi che cosa temere e odiare. Ecco cos’è l’arte.

L’arte è un incontro viscerale con le idee più importanti della vostra fede. Quindi mentre girate in una chiesa, in una moschea o una cattedrale, quello che assimilate, con gli occhi, con i sensi, sono verità che altrimenti non vi sarebbero arrivate tramite il pensiero.

Essenzialmente si tratta di propaganda. Rembrandt faceva propaganda dal punto di vista Cristiano. La parola “propaganda” attiva un allarme. Pensiamo a Hitler, pensiamo a Stalin. Non necessariamente.

La propaganda è un modo di essere didattici in onore di qualcosa. Ed è una cosa buona, non c’è nessun problema.

Il mio punto di vista è che i musei dovrebbero prendere ispirazione dai libri di religione e dovrebbero accertarsi che quando entriamo in un museo ci sia una stanza per l’amore, una per la generosità, una per la rabbia e cosi via…

Tutte le opere d’arte ci dicono qualcosa e se fossimo in grado di sistemare gli spazi in modo che ci si potesse trovare di fronte le opere dove ce le propongono, utilizzare queste opere d’arte per consolidare queste idee nella vostra mente, impareremmo molto di più dall’arte.

L’arte si prenderebbe in carico il compito che aveva un tempo e che abbiamo trascurato per colpa di idee non fondate. L’arte dovrebbe essere uno di quegli strumenti con cui migliorare la nostra società. L’arte dovrebbe essere didattica.

L’ateismo, la religione e l’unione

ateismoPensiamo ad un’altra cosa. La gente nel mondo moderno, nel mondo laico, quelli interessati alle questioni dello spirito, in questioni della mente, in questioni dell’anima più elevate, tendono ad essere individui più isolati.

Sono poeti, sono filosofi, sono fotografi, sono registi. E tendono a stare per conto proprio. Sono il nostro artigianato. Sono vulnerabili, persone sole. Sono depressi, si intristiscono da soli e non cambiano molto.

Pensate adesso alle religioni, pensate alle religioni organizzate. Cosa fanno le religioni organizzate? Si raggruppano, creano istituzioni. Questo ha tutta una serie di vantaggi.

Prima di tutto, la dimensione, la forza. La Chiesa Cattolica ha raccolto miliardi di dollari l’anno scorso secondo l’international business times. Sono macchine imponenti. Sono collaborative, sono marche, sono multinazionali, e sono molto disciplinate.

Sono tutte ottime qualità. Lo apprezziamo nelle aziende e le aziende sono come le religioni in un certo senso, tranne che sono al gradino più basso della piramide dei bisogni.

Ci vendono scarpe e automobili, mentre quelli che ci vendono cose di più alto livello – gli analisti, i poeti – stanno per conto loro e non hanno nessun potere, non hanno nessuna forza.

Quindi le religioni sono il primo esempio di istituzioni che si battono per le cose della mente. Potremmo non essere d’accordo con quello che le religioni tentano di insegnarci, ma possiamo ammirare la maniera istituzionale con cui lo fanno.

I libri da soli, i libri scritti da singoli individui, non cambieranno niente.ateismo Dobbiamo unirci. Se volete cambiare il mondo, dovete unirvi, dovete essere collaborativi ed è quello che fanno le religioni.

Sono multinazionali, come dicevo, hanno un marchio, hanno un’identità chiara, non si perdono nel mondo indaffarato ed è una cosa da cui possiamo imparare.

Quello che voglio veramente dire è che per molti di voi che operano in tanti settori diversi, c’è da imparare dall’esempio della religione – anche se non credete in nessuna di loro. Se sei coinvolto in qualcosa di collettivo, che coinvolge tante persone che si mettono insieme, la religione potrebbe interessarti.

Se sei coinvolto, diciamo, nel settore dei viaggi, guarda i pellegrinaggi. Osserva attentamente i pellegrinaggi. Non abbiamo neanche iniziato a grattare la superficie di quello che potrebbero essere i viaggi perché non abbiamo visto quello che le religioni fanno con i viaggi.

Se sei nel mondo dell’arte, guarda l’esempio di quello che la religione fa con l’arte.

Se sei un educatore di qualunque tipo, ancora una volta, guarda come la religione diffonde le idee. Potresti non essere d’accordo con queste idee, ma Dio solo sa quanto questi meccanismi siano efficaci.

Il mio punto conclusivo è che potreste non essere d’accordo con la religione, ma alla fin fine, la religione è così astuta, così complessa, così intelligente, in un certo modo che non dovrebbe essere lasciata alle sole persone religiose, ma dovremmo tutti prenderne spunto!

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Mi faresti un piacere grosso.

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