
Essere qualcuno che accontenta le persone suona, di primo acchito, come una buona cosa. Ma è uno schema comportamentale pieno di problemi, sia per l’esecutore che per il suo pubblico.
L’accontentatore – che comunque a tratti può essere se stesso – è una persona che non ha altra opzione se non quella di modellarsi in base alle aspettative degli altri, e tuttavia nasconde segreti e, in certi frangenti, anche pericolosi risentimenti.
Si comporta come amante perfetto quando i suoi reali sentimenti sono più oscuri; dà il suo assenso a progetti che odia; confonde chi lo circonda non esprimendo, nel momento opportuno e con il coraggio necessario, i suoi più autentici bisogni e ambizioni.
In poche parole possiamo asserire che l’accontentatore di persone è un bugiardo. Suona brutale, ma l’accontentatore mente per ragioni toccanti, non lo fa per ottenere dei vantaggi, ma perché lo terrorizza dispiacere gli altri.
Per capire, e potenzialmente empatizzare con l’accontentatore, dobbiamo guardare il suo passato, che molto spesso implica una prematura esperienza legata ad una figura – generalmente un padre o una madre – che era particolarmente incapace di accettare e perdonare certe necessarie ma forse problematiche situazioni riguardo il proprio figlio.
Forse nostro padre si arrabiava al primo segno di disaccordo. Presentare un’idea politica opposta alla sua; suggerire che avremmo voluto qualcosa di diverso da mangiare; essere onesti nell’esporre la nostra ansia e stanchezza… tutto questo avrebbe potuto provocare minacce di annientamento dirette a noi.
Per sopravvivere, avevamo bisogno di rispondere con acume a ciò che gli altri si aspettavano che dicessimo e facessimo.
La vera domanda riguardo a ciò che noi volevamo davvero passò in secondo piano rispetto ad una più importante priorità di riuscire ad indovinare i desideri di coloro da cui, in quel periodo, dipendevamo.
Non abbiamo sempre mentito per paura, ma spesso anche per amore di qualcuno a cui eravamo profondamente legati. Abbiamo mentito per il bisogno di non innescare un altro litigio coniugale; per il desiderio di tenere su il morale di un genitore depresso, e per impedire di aggiungere un altro fardello a ciò che già sembrava una vita difficile o triste.
Chi eravamo noi per complicare ancor più le cose alla fragile persona a cui volevamo bene?
3 Vie d’uscita per smettere di accontentare gli altri
Sebbene si possano capire le origini del nostro comportamento, nei momenti di riflessione della vita adulta, è possibile individuare tre vie d’uscita per distanziarsi da questo difficoltoso schema dell’accontentatore.
1- Non sei più in pericolo
La prima via si appoggia sul tenere sempre a mente che i nostri colleghi, compagni di vita e amici sono certamente persone diverse da quelle intorno alle quali sono nate e cresciute le nostre ansie durante l’infanzia.
Non dipendiamo più da loro, perciò non c’è nessun motivo per il quale dobbiamo dire di si a tutto ciò che dicono. Non c’è più nessuno che ci picchia.
2- Esprimi te stesso
Siamo arrivati ad una età nella quale possiamo tranquillamente esprimere noi stessi senza che nessuno si prenda male.
Invece, se continuiamo a accontentare gli altri, potremmo avere davvero delle buone intenzioni, ma mettiamo tutti a rischio con la nostra mancanza di schiettezza.
Al lavoro, non rendiamo un valido servizio a nessuno se ci nascondiamo dietro a un dito. E in amore, non c’è niente di sano nello stare insieme a qualcuno semplicemente perché sembra che l’altro possa non sopravvivere senza di noi. Sopravviveranno, e noi potremmo aver sprecato un sacco del loro tempo a causa del nostro sentimentalismo.
3- Impara a comunicare
Infine, possiamo acquisire la fiducia necessaria ad impartire messaggi difficili con scaltrezza.
Da bambini non eravamo capaci di sfumare i significati di ciò che volevamo dire. Non sapevamo come modellare i nostri crudi bisogni e dolori in spiegazioni convincenti.
Ora, possiamo essere non solo fermi riguardo le nostre idee – ma anche estremamente geniali.
Possiamo dire “no” mentre sottolineiamo le nostre buone intenzioni; possiamo dire a qualcuno che ha sbagliato senza assumere che sia un idiota. Possiamo lasciare qualcuno, assicurandoci che capiscano quanto la relazione sia stata importante per noi.
Possiamo essere – in altre parole – gradevoli senza essere accontentatori.
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