Come smettere di avere ragione

Ultima modifica: 2020-08-19 19:01 - Autore: Devid

Se c’è una qualità, e dico una, che malgrado il mio orgoglio ho dovuto per forza acquisire è La capacità di dire: ho sbagliato, scusa. Hai ragione tu. 

Credo che sia una delle cose più difficili per un essere umano. Ci facciamo i conti tutti, tutti i giorni. 

Si rompono amicizie, legami famigliari, lunghe storie d’amore

Si ammazza per la ragione. 

Ci si suicida per la ragione!

Eppure, come diceva quello là: la ragione la si da agli asini. 

Siamo tutti asini quindi?

Perché?

Chiunque si sia fatto un piccolo esame di coscienza, vale a dire coloro che ne hanno la facoltà, avrà visto quante scelte sbagliate si fanno per il proprio orgoglio. 

Quante cazzate hai fatto tu perché volevi avere ragione? 

Quante? Io centinaia, forse migliaia. 

Se per l’appunto uno si fa un esame di coscienza, si accorge di quanto catastrofico sia fondare il proprio senso di identità sul proprio orgoglio.

Eppure ci ricadiamo spesso. Si tratta proprio di un meccanismo automatico, che accade da sé. 

Ma cosa succede se non abbiamo ragione e ce l’ha l’altro?

Quello che accade nella maggior parte di noi è che ti sale un intenso nervoso difficilmente trattenibile, perché non accettiamo di poter sbagliare. 

Questo significherebbe in un certo senso dire che siamo sbagliati, che non facciamo nulla di giusto e che le cose che diciamo sono solo delle baggianate. 

Dire “hai ragione” vorrebbe dire che io non valgo nulla.

Non riusciamo a considerare che dare ragione a qualcuno e approvare di essersi sbagliati non sia una totale messa in crisi della nostra identità. Dovremmo forse valutare la possibilità che il valore intrinseco di ognuno di noi non cambi, a prescindere da quanto diamo ragione o abbiamo ragione in qualunque situazione. 

Se dai ragione a qualcuno, tu non perdi di valore, non sei sbagliato e sei ancora un valido essere umano. 

Anzi. Ti dico di più

È vero proprio il contrario di quello che da asini ripetiamo ogni giorno: 

Ammettendo di avere torto mi do l’immensa chance di imparare qualcosa di nuovo e di farlo mio. Qualcosa di sicuramente più corretto di ciò che pensavo prima e che potrà da quel momento in poi concedermi di essere più competente.

Ha senso ciò che dico, eppure non lo facciamo. 

Nel giro di qualche giorno ti incazzerai anche tu con qualcuno o ti offenderai oppure manterrai le distanze da o non saluterai… tutto perché vuoi avere ragione. Tutto per orgoglio. 

I nostri rapporti si acidificano e non riusciamo mai a essere noi stessi autenticamente proprio per questo dover continuamente rispettare le regole imposte dal nostro stesso orgoglio. 

Siamo così attaccati all’idea che ci facciamo di noi stessi da non avere quel briciolo di umiltà per dire:

Scusa… hai ragione, ho fatto una cazzata. Perdonami! Rimedierò subito. 

Quante volte l’hai detto nella tua vita? 

Perché facciamo così fatica a dire queste parole?

Eppure sono solo parole. È l’ammissione di uno sbaglio. niente di più. Non ci rimetti tu ne chi hai di fronte. Nessuno dei due perde nulla, eppure quella è la sensazione, di perdere una partita, una guerra e quindi di essere deboli. 

Dire scusa vuol dire debolezza. Vuol dire ammettere di essere impreparato e non fa altro che abbassare la stima di sé. 

Questo è ciò su cui basiamo la nostra autostima? Su quanto abbiamo ragione? 

Non abbiamo nessun altro parametro per misurare quanto valiamo?

Ma poi…

Dobbiamo davvero misurare quanto valiamo? 

Chiaramente se una persona non si sente e non sente neanche gli altri, non può fare altro che pensare se stesso e gli altri, fondando tutta la propria percezione del mondo su ciò che sa, piuttosto che su ciò che sente. 

Allora giudichi, analizzi, cataloghi, etichetti e dividi gli altri in chi ha ragione e chi ha torto, chi è bravo e chi è cattivo, per chi provi stima e per chi no, trattando te stesso alla stessa maniera. 

Chi usa solo la propria ragione per farsi largo nella vita finisce per isolarsi, non avere amici e farsi diversi nemici, puntando sempre a vincere la vita, come se fosse una perpetua competizione. 

Si fa una fatica allucinante e personalmente ritengo sia un modo di vivere limitato e confinato ai soli occhi della mente. 

Questo perché abbiamo dimenticato cosa sono le emozioni. Per la sola ragione che ogni tanto si soffre, abbiamo finito per reprimere tutte le emozioni, confinandoci nei meandri della sola logica. 

Se capissimo questo potremmo vedere che abbassare la guardia, evitare di pretendere la ragione, può avvenire solo se ricominciamo ad ascoltarci e a trattarci come essere emotivi e non come macchine prive di emozioni che comparano dati e si classificano. 

Forse allora potremmo portare più equilibrio tra mente e cuore, e lasciare andare la continua voglia di avere ragione. 

Questo diventa possibile solo quando un individuo ha le palle di sedersi con ciò che prova e con lo sguardo rivolto dentro, comincia a conoscersi. 

L’auto conoscenza e l’ascolto delle proprie emozioni è il primo passo per smettere di scontrarsi e cominciare davvero a confrontarsi per trovare un accordo, un compromesso, una soluzione, un punto di incontro, e così vivere armoniosamente insieme. 

Video: come smettere di avere ragione

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