Il cancro è un dono divino?

Ultima modifica: 2018-10-16 13:30 - Autore: Devid

Sebbene questo video si lascerà dietro una sfilza di commenti discordanti uno dall’altro, oggi voglio affrontare questo argomento spinoso.

Nella società attuale, qua sulla Terra, individuiamo il cancro come la malattia più terrificante del nostro tempo. Uomini e donne di tutte le età provano paura anche al solo parlare di cancro e tumori.

Sicuramente mantenere questi temi segregati nel nostro inconscio sotto forma di conflitto interiore non ci aiuta per nulla, anzi, prepara proprio il terreno per la propagazione di malattie.

Allora oggi ne parliamo apertamente e cerchiamo di sviluppare un punto di vista a riguardo.

Ok partiamo.

Il cancro è un dono?

Partiamo col fare alcune riflessioni legate a quello che la scienza ha scoperto negli ultimi anni.

Diversi studi scientifici negli ultimi decenni hanno dimostrato come alcuni pazienti sono in grado di trovare alcuni benefici spesso inaspettati dalla loro esperienza con il cancro, come:

  • un più forte apprezzamento per la vita
  • una rinnovata fiducia nella propria capacità di recupero
  • una ridefinizione dei propri valori e obiettivi
  • maggiore spiritualità ed empatia per gli altri
  • più relazioni significative
  • comportamenti sanitari migliorati – come una dieta e un esercizio migliori o una diminuzione del fumo e del consumo di alcol.

La capacità dei pazienti di identificare questi benefici tende ad aumentare nel tempo, portando benefici sullo stato d’animo complessivo della persona.

Nell’esperienza di diversi ricercatori, la maggior parte dei pazienti vede il cancro come “un po ‘di entrambi” – dono e non.

Ovviamente c’è una parte, spesso molto forte di noi, che fa fatica ad accettare la malattia, mentre un’altra parte più responsabile è capace di apprendere e giovare dalla malattia.

Il problema è che la maggior parte degli abitanti di questo pianeta è solo capace di vedere la realtà come bianca o nera.

Ma qua, come nella maggior parte delle discussioni, non stiamo parlando di scegliere tra nero o bianco, perché la realtà è un arcobaleno di infinite possibilità.

Conosco pochissimi sopravvissuti al cancro che sono al 100% contenti di avere avuto il cancro.

Ma esiste una percentuale rilevante di queste persone che, dopo un’esperienza del genere, ha ribaltato la propria visione delle cose. Questo non vuol dire che vanno alla ricerca del prossimo cancro, ma che sono riuscite a metabolizzare l’accaduto come una esperienza di crescita ed evoluzione, seppur abbiano dovuto passare le pene dell’inferno.

Alcuni di questi ex pazienti dichiarano:

Dopo essere stato diagnosticato con un cancro incurabile e sapendo che non sarei sopravvissuto, dovevo decidere come volevo vivere il resto della mia vita. Decisi che volevo essere il più felice possibile, cosi continuai a cambiare la mia vita per realizzare proprio quella cosa, e riuscii dove non avrei mai creduto fosse possibile.

Questo è quello che solitamente dice colui che ha recuperato la propria salute.

Non è vero che sei condannato a una vita di dolore e sofferenza emotiva. È una scelta personale e ha molto a che fare con coraggio, accettazione e pace

Ovviamente si riconosce che ogni paziente è diverso e che per alcuni il cancro “non è mai un dono”. Questo può includere quelli che sono “ovviamente depressi e malati”.

E come dargli torto? Vorrei vedere qualunque di noi in quella situazione.

Ma data per scontata la mia compassione per queste persone, io voglio fornire una via d’uscita, se esiste.

Un atteggiamento positivo può aiutare a combattere la malattia

il cancro è un donoCiò che è noto per certo è che mantenere un atteggiamento ottimista quando si presentano le sfide della vita è una pratica che può essere appresa. Se stai affrontando una crisi di salute, questo è qualcosa che, se sei capace di nutrire in te, farà tutta la differenza.

Studio dopo studio, anche la scienza ha dimostrato che coloro che apprendono come regolare le emozioni e gestire le risposte allo stress tendono a condurre una vita più lunga e più sana nel complesso.

Uno studio di oltre due decenni, condotto da ricercatori del Dipartimento di Psicologia dell’Università di Londra, ha inizialmente esaminato oltre 5.700 persone di mezza età. Quindici anni dopo, hanno scoperto che coloro che erano in grado di “autoregolarsi” (cioè in grado di gestire le emozioni, soprattutto in momenti di stress) avevano 50 volte più probabilità di essere vivi e sani, senza malattie croniche, rispetto a quelli con minore capacità di gestione dello stress.

Un altro studio condotto dalla rivista dell’American Psychological Association ha rilevato che coloro che mantengono uno stato d’animo di ottimismo generale avevano un numero più elevato di linfociti T del sistema immunitario.

E uno studio simile ha scoperto che gli uomini con HIV che mostravano atteggiamenti positivi avevano una capacità significativamente maggiore di scongiurare infezioni rispetto a coloro che avevano un atteggiamento più negativo.

Stiamo arrivando a comprendere la salute non come assenza di malattia ma piuttosto come il processo attraverso il quale gli individui mantengono il loro senso di coerenza (cioè sentono che la vita è comprensibile, gestibile e significativa) e la capacità di funzionare di fronte alle sfide che la vita ci riserva.

La malattia è un simbolo

Capisco benissimo che da quando sei nato, qualunque tipo di malattia sia stata descritta a te come un insieme di realtà tragiche. Si tratta poi della visione antichissima della malattia come demone che ci portiamo dietro dalla visione cattolica e che fa anche comodo a qualche industria del farmaco, che ci marcia sopra da intere generazioni.

Sembrerebbe il giusto modo di affrontare qualcosa che ci fa male: allontanarci dalla fonte della sofferenza e cercare un rimedio che ci faccia stare meglio.

Sebbene questa visione sia di per se vera, il modo che abbiamo di accogliere la malattia e di gestirla influisce molto sul suo potere e sulla sua propagazione, a prescindere dalle cure che adotteremo sul piano fisico.

Perciò, riuscire nella grandissima impresa di rimanere ottimisti, ha sicuramente degli effetti positivi sull’andamento della malattia.

Questo non toglie che si tratti proprio di una impresa, un atto di volontà puro, quando l’intero corpo, se lasciato alla sua inerzia, ci farebbe sprofondare nella depressione più profonda.

E’ sicuramente un atto da eroe, che forse, le persone affette da cancro, in parte sono anche pronte a fare. Lo so che per alcuni queste sono parolone, ma pochi sanno quanto forte può essere la volontà umana in certi momenti della vita.

Di esempi ne abbiamo a migliaia di gente che è uscita da momenti terribili anche grazie a questo approccio, ma, in mia opinione, non basta.

Non basta essere ottimisti e positivi riguardo la malattia.

Bisogna innanzitutto informarsi su tutte le cure che possono aiutare. Quella ufficiale è la chemio e la radioterapia che hanno salvato la vita di migliaia di persone in tutto il mondo ma che non sono cure infallibili e sempre funzionanti.

Io stesso ho perso mia mamma anche dopo chemio e radio e mi sono informato a riguardo, scoprendo negli anni altri approcci al cancro che aiutano a migliorare o persino risolvere la situazione.

Nella visione olistica dell’essere umano, adottata da tutte le medicine alternative e oggi sempre più integrata nella visione della medicina ufficiale, l’approccio verso la malattia si estende non solo alla sfera prettamente fisica, ma anche a quella mentale ed emotiva.

I conflitti generati all’interno di queste dimensioni interiori sono in stretta correlazione e dipendono gli uni dagli altri.

Questo è da augurarsi possa essere il futuro approccio verso le malattie, nel quale si agisce sui diversi aspetti della vita del paziente, poiché strettamente collegati.

Allora il tumore non è più solo un discorso legato al solo organo, ma anche al conflitto psicologico scatenante, alle emozioni che ne derivano e alle conseguenze che questi hanno sui tessuti più visibili del nostro corpo.

A questo punto è facile comprendere che la malattia di per se, va vista non come una cosa localizzata, senza alcun apparente motivo d’esistere, ma come il segnale finale e più visibile di uno squilibrio non solo fisico, ma anche psicologico ed emotivo.

La verità è che lo stile di vita e gli aspetti psicologici ad esso legati sono fattori che influenzano direttamente l’andamento della malattia.

il cancro è un donoBasta dare un’occhiata ai paesi con il tasso di tumori più alto e quelli con il più basso. Come puoi vedere, i paesi più sviluppati, sono anche quelli con il tasso più alto di tumori al mondo. Ironico, vero?

Non faccio polemiche, ma ti invito a porti qualche domanda.. Forse il modo che abbiamo di vivere è totalmente sbagliato? Forse i tumori sono un segnale che c’è qualcosa di profondamente marcio nella nostra società?

Questa società a ridotto tutto alla materia inerte, anche l’uomo, che osserva come una macchina e che sfrutta come un schiavo.

Ma l’uomo è molto più di una macchina biologica e le guarigioni non dipendono solo da come si interviene dall’esterno, ma anche e soprattutto da cosa succede dentro.

Il cancro e le sue cause

Per quanto riguarda il cancro, sono state condotte diverse centinaia di migliaia di ricerche alternative alla versione attuale ed esistono una moltitudine di approcci che funzionano, altri che sono delle bufale ed altri ancora che vengono frenati dalla medicina odierna per ovvi interessi finanziari.

Pian piano, comunque, ci stiamo avvicinando ad una visione più estesa dell’argomento dove prenderemo in analisi anche informazioni relative allo stato psichico del paziente ed a quello emotivo.

Useremo inoltre tecniche di guarigione energetica, che parecchia gente sta già imparando e uniremo le conoscenze legate alla sfera materiale, con quella più animica dell’individuo per poter individuare squilibri a livello sottile.

Il cancro é un dono per coloro che riescono a superarlo, per gli altri è una esperienza di sofferenza e non sono qui a voler cambiare le idee a nessuno o a dare risposte semplici.

Quello che non si può negare però, è che il cancro, come ogni malattia è il segnale finale di una serie interconnessa di squilibri legati all’intero individuo che rappresentano l’opportunità di cambiare il proprio stile di vita, anche se spesso è troppo tardi.

Come sempre sta a te voler entrare nel dettaglio della cosa senza cercare conferma o criticando quello che dico. Io stesso ho perso la mamma per un tumore, ma in cuor mio so che ogni evento della vita ha un senso, che a volte non mi è dato conoscere mentalmente.

Non per questo devo rassegnarmi all’idea che tutto accade per caso, come fanno tutti, ma continuare a cogliere il significato di ciò che mi succede col cuore.

Video sul cancro come dono

Libri sul cancro

Esistono diversi libri se vuoi approfondire il discorso, te ne linko qualcuno:

  1. Comprendi la Tua Malattia con le Scoperte del Dottor Hamer – Perchè ti ammali, perchè proprio ora, perchè questi sintomi, quanto è importante per te, come si evolve
  2. La Nuova Medicina Germanica in Breve – Ryke Geerd Hamer
  3. Cancro SPA – Il business intoccabile: le cose da sapere che possono salverti la vita – Marcello Pamio
  4. Il Cancro e tutte le Cosiddette Malattie – Breve introduzione alla Nuova Medicina Germanica. Sostituisce il precedente libro “Introduzione alla Nuova Medicina” – Ryke Geerd Hamer
  5. Il Cancro l’Ultima Richiesta d’Amore – Loretta Martello

Ti saluto e ti do appuntamento al prossimo video.

Ciao

Devid Venara

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