Ritrovare se stessi oltre la personalità – La metafora del Subacqueo

Ultima modifica: 2020-03-31 19:04 - Autore: Devid

Immagina per un momento di essere un subacqueo. Indossi una muta da sub, perfettamente adesa al tuo corpo e sei qualche metro sott’acqua.

Dopo 30 minuti sott’acqua ti sei abituato alla muta a tal punto da non sentire più la differenza tra la pelle e la superficie della muta. Immaginalo anche se pensi che non possa accadere.

Immagina inoltre di avere uno scafandro che ti protegge e nel quale riesci a respirare.

Bene.

Ti faccio questo esempio per poterti parlare di ciò che indossi tutti i giorni e del processo di risveglio attraverso il quale puoi passare per risvegliarti alla tua vera natura.

La metafora del subacqueo mi è venuta per poterti spiegare cosa credi di essere e cosa sei veramente.

  • La muta è il tuo corpo, nel quale vivono le tue emozioni.
  • Lo scafandro è la tua mente, nella quale vivono i tuoi pensieri.

In questo momento la maggioranza della popolazione su questo pianeta vive nel mondo, che in questo esempio è l’oceano, con una muta addosso ed uno scafandro, credendosi la muta e lo scafandro.

ritrovare se stessi
la muta sono le emozioni

Quasi tutti i terrestri vivono identificati con la muta, senza percepire nessuna differenza tra se stessi e la muta o lo scafandro che indossano.

Muta e scafandro, rispettivamente pensieri ed emozioni, quindi, sono indossati dall’essere umano, sebbene egli non se ne accorga.

Capisci che pensare di essere la muta e lo scafandro non ha alcun senso. Eppure essendo nati e vissuti sott’acqua, tutti partiamo da questa percezione.

All’interno di questa metafora tu sei nato e vivi sott’acqua, percependoti unito e per la maggior parte del tempo sottomesso al funzionamento della muta e dello scafandro.

La realtà è che tu non sei ne la muta ne lo scafandro, ma colui che li indossa.

ritrovare se stessi
lo scafandro sono i tuoi pensieri

Il processo di risveglio è una graduale presa di consapevolezza della tua reale natura, cioè quella di uomo all’interno della muta, riconoscendo muta e scafandro come strumenti indispensabili per vivere sott’acqua, vale a dire nel mondo fisico.

D’altronde finché sei sott’acqua hai bisogno sia di muta che di scafandro, sebbene tu possa riconoscere di non essere entrambi, ma di essere colui che li indossa.

Ritrovare se stessi sta proprio nel portare l’attenzione all’interno della muta con una costanza tale da poter riaprire gli occhi interni ed accorgersi di stare indossando uno scafandro ed una muta, ma di non esserli.

A quel punto le correnti di acqua fredda sulla muta, i colpi presi sullo scafandro, l’erogatore, il Gav e tutti gli altri accessori del subacqueo, vale a dire ciò che usi e ciò che possiedi, non fanno più parte di te, ma di ciò che hai e di ciò che può farti comodo per vivere al meglio sott’acqua.

Allo stesso tempo il subacqueo sott’acqua ha un ruolo, forse è li per controllare le giunture di un una struttura oppure per fare una esplorazione di un relitto.

Sebbene momentaneamente abbia un ruolo, il subacqueo non è il suo ruolo o la sua attività. Allo stesso modo, tu non sei il tuo ruolo o la tua attività, ma colui che ne fa esperienza.

Puoi andare in profondità, esplorare i fondali oppure rimanere a qualche metro sott’acqua. Questo è il grado di esperienza che puoi fare. Puoi darti da fare, studiare e diventare un esperto, così come puoi rimanere nella superficie delle cose, senza fare particolari sforzi nella vita.

In entrambi i casi, però, se vuoi fare vera esperienza della vita è indispensabile che ti renda conto di chi sei veramente e ti disidentifichi dalla muta e dallo scafandro, altrimenti rimarrai per sempre sott’acqua e non farai esperienza altri stati dell’essere.

ritrovare se stessi
l’auto-osservazione

Per fare questo, prima di tutto bisogna diventare consapevoli di muta e scafandro. Questo lo si fa portando l’attenzione all’interno. Il subacqueo si ferma e distoglie per qualche momento l’attenzione da ciò che succede fuori, portandola all’interno di sè.

Col tempo e la costanza, egli si accorge della attuale separazione che c’è tra di Sé, la muta e lo scafandro. Comincia a sentire l’attuale distinzione tra pensieri, emozioni e corpo.

Diventa quindi l’osservatore. Colui che fa esperienza, attraverso la muta e lo scafandro, della vita sott’acqua. Colui che è, al di là della propria personalità, del proprio ego.

A questo punto colui che ritrova se stesso, diventa leader del corpo, delle emozioni, dei pensieri e acquista capacità creative, intuizione e riconosce la sua vera natura, facendo esperienza della vita ad un nuovo livello.

Continua ad indossare muta e scafandro, poiché vive sott’acqua, ma si accorge di essere qualcos’altro al di là della natura sottomarina alla quale è sottoposto.

Questo gli fa rendere conto della possibilità di poter uscire dall’acqua in modo consapevole. Essendo consapevole di non essere muta e scafandro, al momento della risalita ed uscita dall’acqua (la morte), il subacqueo può sopravvivere in modo consapevole, spoglio della sua muta e dello scafandro.

Quindi:
Step 1: diventare consapevole di dove è diretta la propria attenzione.
Step 2: dirigerla all’interno
Step 3: Osservare e diventare consapevole di pensieri ed emozioni.
Step 4: diventare leader di emozioni e pensieri dirigendoli dove si vuole.
Step 5: intensificare la presenza, ciò che è.
Step 6: Fare esperienza di altre dimensioni dell’essere.

Questa era una metafora semplice ma molto efficace per farti rendere conto di un processo attraverso il quale puoi davvero fare esperienza della libertà all’interno di te, risvegliandoti alla tua vera natura.

Se vuoi scoprire nel dettaglio come lavorare su te stesso per avviare questo processo di risveglio vieni a trovarci in community lasciando i tuoi dati nel box qui sotto.

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