Capire se stessi: perchè non sei chi pensi di essere

Ultima modifica: 2017-04-26 14:48 - Autore: Devid

capire se stessi

In questo articolo voglio condividere alcuni spunti dalla mia personale ricerca per comprendere e capire se stessi.

Con l’aiuto di Depak Chopra, medico, scrittore e conferenziere indiano, proviamo a dare una risposta alla domanda:

Chi siamo veramente?

Ognuno di noi percepisce la realtà attraverso il filtro di un sé personale, un “Io” unico nel mondo, grazie alle esperienze uniche che abbiamo avuto sin dalla nascita.

Facciamo affidamento all'”Io” per essere in grado di navigare attraverso le situazioni quotidiane, senza comprendere quanto limitante sia l’”Io” in realtà.

Capire se stessi ed il filtraggio dei nostri “Io”

È giusto dire che poche persone capiscono quanto instabile e distorto sia il loro senso di sé.

Ognuno di noi filtra una parte enorme degli input che riceviamo in un determinato momento.

Una parte del filtraggio è inevitabile:

  • la vista umana è limitata alle lunghezze d’onda visibili tra raggi ultravioletti e infrarossi
  • l’udito umano tra le frequenze di 20 e 20.000 Hz.

In termini cosmici, l’universo visibile, insieme all’universo rilevabile con capire se stessistrumenti scientifici, è una frazione della materia totale e dell’energia della creazione.

Oscilla tra l’1 ed il 4% a seconda di come viene calcolata la materia e l’energia scura insieme con la polvere interstellare.

Perciò possiamo dire di avere un punto di vista molto ristretto rispetto a tutto quello che esiste.

La maggior parte del nostro filtraggio, però, si verifica come risultato delle esperienze che assimilano durante la nostra vita.

Capire se stessi ed propri condizionamenti

capire se stessiUna collezione di ferite passate, condizionamenti e credenze ci costringe a negare noi stessi ed il mondo che ci circonda.

Gli input che riceviamo dall’esterno non vengono completamente soppressi, ma vengono esaminati nel processo di interpretazione di ciò che ci sta accadendo.

A livello grezzo, interpretiamo ogni esperienza come buona o cattiva, spiacevole o piacevole, bella o brutta.

A seconda di quanto giudichiamo, ci ritroviamo nel mezzo tra una mente estremamente chiusa e estremamente aperta.

A seconda di quanto sei empatico, cadi da qualche parte tra compassionevole e crudele.

Una volta che comprendiamo quanto l’io si modelli in base ai filtri, le credenze, i ricordi e tutti i tipi di condizionamento sociale, diventa chiaro comprendere quanto sia una struttura che non abbiamo costruito con il nostro libero arbitrio.

Per la maggior parte di noi, l'”Io” non è altro che il riflesso delle incontrollabili forze che albergano dentro di noi sin dalla nascita.

Seppur questo sia chiaro, difendiamo quasi tutti il nostro “Io” e lavoriamo per rimenre identificati con esso.

Ma un esame più approfondito rivela che “Io” non è qualcosa di sicuro a cui potersi affidare, perché non ha una struttura stabile ed è costantemente limitato.

Capire se stessi ed i tipi di “Io”

Come minimo abbiamo tre versioni di “Io”:

  • L'”Io” esteriore: questa è la parte di te con la quale ti identifichi se la tua attenzione è su cose socialmente approvate come il denaro, la carriera, il quartiere giusto, una casa impressionante, ecc…

L'”Io” è attaccato a etichette che si riferiscono a quelle cose.

Cosi diventa chiaro che “L’amministratore delegato della spa che vive in un attico a montecarlo” definisca un “Io” molto diverso da “madre single operaia che vive in una casa popolare”

  • L'”Io” privato: questo è chi sei dietro le quinte. L’io privato si identifica con sentimenti e relazioni.

I valori che contano di più includono un matrimonio felice, una vita sessuale soddisfacente, bambini amorevoli dei quali essere orgogliosi e cosi via.

D’altra parte ci si identifica con le paure e le speranze dell’esistenza quotidiana che per alcune persone significa un’esistenza di insicurezza, ansia, depressione e rassegnazioni.

  • Per ultimo c’è l'”Io” inconscio: questo è l’io che non conosciamo. E’ governato da istinti e programmi che molti di noi non vogliono portare alla luce.

A suo modo più minaccioso, l’inconscio è stato chiamato “ombra”, dove risiedono i peggiori tratti umani di rabbia, violenza, invidia, vendetta e profonda paura esistenziale.

capire se stessiL’uomo ha due vie di trattare l’inconscio nella propria vita: mantenere il lato oscuro dell’inconscio nascosto oppure illuminarlo.

Artisti, poeti, musicisti illuminano. Riconoscono nell’inconscio una grande fonte di creatività, e non di terrore.

Tu non sei chi pensi di essere

Ad ogni ora di ogni giorno sappiamo che il nosto io è in mutazione, instabile . Possiamo non esserne a conoscenza, ma siamo costantemente in cambiamento.

L’io esterno ci sostiene al lavoro o si diverte ad una festa o per l’acquisto di una nuova casa.

L’Io privato ci intrattiene in questioni di cuore, in momenti di depressione e ansia, e nella nostra vita familiare.

L’inconscio invece fa quello che vuole, è difficile tenerlo a bada!. Tutti conoscono le proprie voglie sessuali, le deviazioni e i propri incubi.

E’ chiaro quindi che credere in un “Io” stabile, credibile ed affidabile sia un’illusione. Allora come fare per trovare la propria strada?

Capire se stessi ed il sè superiore

capire se stessiAl suo posto dobbiamo identificarci con quello che chiamano il “sé superiore” che è indipendente da qualunque forza casuale che distorce la nostra visione delle cose.

Il sé superiore è il sé che aspira ad elevarsi al di sopra dei conflitti e dalla confusione quotidiana.

Abbiamo tutti fatto esperienza dei onflitti tra i vari Io dentro di noi. Ecco perché la civiltà è così discontenta.

Le eruzioni dell’inconscio portano la guerra, il crimine e la violenza.

Le disgrazie private ci impediscono di essere felici con gli altri e finiamo per cercare la felicità esteriormente, comprando cose inutili e costose.

Le numerosi arti ci offrono immense possibilità di creatività, ma poche persone sono in grado di sfruttarle.

Se si vuole cambiare le sorti del mondo e cambiare vita, non si può pensare di farlo con lo stesso “Io” col quale l’abbiamo creato.

Ogni nostro “Io” deve arrendersi ad un nuovo e più alto stato della coscienza.

Come capire se stessi ed il sè superiore

Per la maggior parte delle persone, questa analisi conduce ad una conclusione non realizzabile, perché sembra inconcepibile rinunciare alla quotidianità del nostro “io” per un sé superiore, che può essere semplicemente una fantasia, un prodotto mistico, un principio religioso, un vago pensiero o persino un’utopia.

Contro questo dubbio e scetticismo che ognuno di noi può avere, ci sono secoli di lavoro di ricercatori, filosofi, pensatori, guru, guide spirituali ed insegnanti che confermano che il sé superiore è il cuore o il vero sé, la fonte della coscienza.

La scelta di incontrare il tuo sé superiore è sempre aperta e in definitiva è l’unica strada per vivere una vita migliore.

Continua la lettura leggendo questi due articoli:

capire se stessiSe vuoi saperne di più, ti invito a leggere il libro di Depack Chopra : “you are the universe”, un libro assolutamente illuminante! 

Prima di andare, se ti è piaciuto l’articolo, fammi sapere cosa ne pensi nei commenti!

Inoltre, ho fatto un video per questo articolo. Iscriviti al canale youtube qua.

Grazie!

Un abbraccio!

Devid

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