Cos’è il lavoro su di sé

Ultima modifica: 2017-06-19 20:33 - Autore: Devid

cos'è il lavoro su di séCiao, sono Devid ed in questo articolo scopriremo cos’è il lavoro su di sè.

In un precedente articolo, parlavo di illuminazione e di come sia possibile raggiungere questo stato di perenne presenza e realizzazione del sé.

Ma cosa ci porta a provare questo stato? Cosa dobbiamo fare per vivere la nostra vita in accordo con il proprio sé di quarta dimensione, senza più provare quelle emozioni negative che stanno decidendo la nostra vita?

Il lavoro su di sé si estende in diverse fasi. La prima parte è un lavoro prettamente mentale, poichè è tutto ciò che abbiamo in questo momento e si sviluppa su 2 punti importantissimi che sono la base di ogni sforzo.

  1. Comprendere che siamo noi a creare la nostra realtà
  2. Stiamo osservando la realtà con gli occhi della mente è perciò non stiamo vedendo la verità. Se potessimo vedere con gli occhi del nostro sé, vedremmo la bellezza di ogni istante.

Il primo concetto è ormai ampiamente provato dalla scienza e dalle ultime teorie sul macrocosmo e sul microcosmo. Ne ho parlato nell’articolo sulla legge di attrazione.

Il secondo concetto non può essere compreso e validato dalla nostra mente, poichè è la conseguenza del crollo della mente. E’ uno stato di consapevolezza che è stato vissuto e comunicato nel corso della storia e si collega al fatto della possibile esistenza di un vero sé all’interno di noi, che regola la nostra vita attraverso i filtri della mente.

Il lavoro su di sé è l’atto di eliminazione di questi filtri in conseguenza di determinate pratiche che vedremo tra poco. Ciò consente di vivere la vita nella perenne serenità del momento presente, lasciando andare la dipendenza dalla nostra mente, autrice di pensieri ed emozioni fasulli rigurado il passato ed il futuro.

Il lavoro su di sè è il ricordarsi queste due cose.

Ma quando ricordarsene?

Immagina di stare provando rabbia verso una persona in consegenza di un torto che questa persona ti ha fatto.

cos'è il lavoro su di séL’emozione seguirà un andamento simile all’immagine. Partirà e salirà fino ad avere un apice, nel quale l’emozione è al suo massimo della forza, per poi scendere e sfuocare fino a svanire, dopo un determinato tempo che dipende dalla tua identificazione con l’emozione.

Il lavoro su di sé consiste nel ricordarsi dei 2 concetti esposti, quando si prova una emozione negativa.

Chi conosce gli altri è sapiente; chi conosce sé stesso è illuminato. (Lao Tzu)

Il lavoro su di sé e le emozioni negative

All’inizio ci ricorderemo di questo alla fine dell’emozione negativa.

All’inzio la vivremo completamente l’emozione e ce ne ricorderemo solo dopo, di aver creato la nostra realtà e che quella situazione è stata creata da noi stessi.

Quell’emozione è interamente creata dalla nostra macchina biologica ed è perciò frutto della nostra mente e non della realtà di quello che stiamo vivendo.

Poi man mano ci ricorderemo di stare creando la nostra realtà all’apice dell’emozione, mentre stiamo vivendo la rabbia, per poi arrivare, con l’esercizio ad accorgencene all’inizio dell’emozione, riuscendo a rimanere presenti all’emozione, vivendola internamente.

Con la pratica, riusciremo a sentire l’emozione salire sempre prima ed in quell’attimo ad essere pronti rimanendo presenti. Cosi facendo, quell’emozione si trasformerà in una emozione superiore positiva che ci farà sentire la realtà delle cose.

E’ importante precisare che il lavoro su di sè non nasce per modificare la realtà che stiamo vivendo.

Vale a dire che non dobbiamo sforzarci di bloccare quello che sta succedendo tenendoci tutto dentro. Se proviamo rabbia e sentiamo di voler gridare contro quella persona, dobbiamo continuare a farlo, non dobbiamo sopprimerci.

Il lavoro è stare presenti durante quel momento, ricordandoci che in realtà siamo noi ad aver creato quella situazione e che non abbiamo occhi per vedere la realtà di quello che sta accadendo.

All’inizio sarà un lavoro mentale, cioè, ce ne ricorderemo ogni tanto e aumentermo la fede in questo concetto, poichè ancora non lo sentiamo e non ne abbiamo le prove.

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La presenza nel lavoro su di sé

Con il tempo e l’esercizio costante, impareremo a riconoscere quella emozione che sta salendo, insieme ai pensieri che ci stanno guidando fino a quando riusciremo a mantenere uno stato di presenza nelle situazioni importanti che ci consentirà di non esprimere quella emozione, ma di sentirla trasformata in una emozione superiore.

Questo avviene solo con la pratica del qui e ora, con l’attenzione costante a quello che succede al nostro interno. Tutto dipende dalla consapevolezza che abbiamo di noi stessi.

Tutto ciò arriva tramite l’autosservazione.cos'è il lavoro su di sé

Per questo motivo la presenza ed il ricordo di sè sono cosi importanti. Riuscire a sviluppare un sè presente nel qui ed ora è un esercizio importantissimo nel lavoro su di sè.

Da qui si può parlare di meditazione e di tutti gli esercizi per rimanere presenti e lucidi nel momento presente.

L’abilità di osservare la nostra mente ed il proprio chiaccherio interno è una parte importante, poichè ci consente, con la pratica, di diventare consci di quello che succede al nostro interno. Non solo a livello mentale, ma anche a livello emozionale.

La vera vocazione di ognuno è una sola, quella di conoscere sé stessi. (Hermann Hesse)

Cioè cominciamo a riconoscere le nostre emozioni ed i pensieri associati a quelle emozioni. Questo ci dona una quadro sempre più chiaro delle nostre dipendenze, delle nostre paure, delle ansie, dela rabbia e di tutte quelle emozioni che stanno decidendo la nostra vita.

Con questo non ti sto dicendo di cambiare le tue emozioni.

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Il lavoro su di sé è semplice osservazione

L’osservazione ed il lavoro su di sè, serve semplicemente per diventarne consapevoli.

Riconoscere di essere in un certo modo è il solo lavoro che dobbiamo fare. Non dobbiamo modificare noi stessi, sforzandoci di non esprimere le nostre emozioni o di non fare quello che sentiamo di voler fare.

Questo è il grande errore da non commettere.

Quando si comincia un lavoro spirituale, per la maggior parte di noi, comincia un lavoro di giudizio, quando nella realtà, la realizzazione di sé, è semplice accettazione di chi siamo e di come siamo.cos'è il lavoro su di sé

Ecco il grandissimo errore. Pensare di dover cambiare noi stessi e le nostre emozioni. Sforzarci di essere qualcun’altro, ci fa sentire ancora peggio. Diventiamo più stressati di prima.

  • Cosi, quando ci sentiamo arrabbiati, ci arrabbiamo perchè non riusciamo a non essere arrabbiati.
  • Quando siamo depressi, diventiamo depressi di essere depressi.
  • Quando siamo ansiosi, diventiamo ansiosi del fatto di stare provando ansia.

Il lavoro su di sè è l’osservazione senza giudizio di quello che siamo, accettando qualunque cosa stia accadendo come prodotto della nostra mente.

Mano a mano che ci sforziamo di vedere quello che ci succede come il risultato della nostra personalità, accade automaticamente che cominciamo a pensare e a vivere le nostre emozioni in maniera diversa.

Vale a dire che, il lavoro non sta nel cambiare noi stessi, ma bensi di accettare e osservare noi stessi sapendo di stare creando la propria realtà. Questo crea automaticamente la consapevolezza che ci fa affrontare le situazioni in maniera diversa.

Smettere di provare emozioni negative non è il lavoro su di sè, ma bensi la conseguenza del lavoro su di sè.

Col tempo questa consapevolezza crea un nuovo punto di vista che sarà semprecos'è il lavoro su di sé più associato all’idea di stare creando la propria realtà, cosi da permeare al nostro interno ed a farci vedere le cose come realmente stanno.

Lo sforzo di cui parlo è proprio quello di non fare altro che osservare senza giudizio noi stessi, riconoscendo di essere responsabili della nostra realtà. Il prodotto della nostra mente.

Grazie alla presenza, riusciamo, col tempo, ad osservare quello che succede al nostro interno ed a provocare la costruzione del nostro sé interno che pian piano prenderà le redini della macchina biologica.

All’inizio il lavoro su di sé è FEDE

Tutto questo lavoro, in principio, nasce da un atto di pura fede, poichè non sappiamo nulla di quello stato dell’esistenza e non possiamo averne un assaggio.

Ci dobbiamo affidare a questo lavoro, fedeli di poter sviluppare questa connessione con il proprio sé interiore.

Per finire, ti invito ad approfondire il discorso leggendo i libri che ti consiglio a questa pagina, cominciando da subito questo lavoro di osservazione, se non per altro, perchè ci aiuta a capire se stessi ed a conoscerci meglio.

Buon lavoro.

Devid

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