Parlare di te, fa bene. Ecco perché verbalizzare i tuoi sentimenti ti aiuta a superarli

Ultima modifica: 2021-05-20 18:12 - Autore: Devid

Perché esprimere a parole i nostri sentimenti – parlare con un terapeuta, un amico, scrivere in un diario o confrontarsi in sessioni di gruppo ci aiuta a sentirci meglio?

 Un nuovo studio di imaging cerebrale condotto da psicologi dell’UCLA (University of California) rivela perché verbalizzare i nostri sentimenti rende la nostra tristezza, rabbia e dolore meno intensi .

Lo studio ha dimostrato che mentre l’amigdala é meno attiva quando un individuo verbalizza come si sente, un’altra regione del cervello é invece più attiva: la corteccia prefrontale ventrolaterale destra. Questa regione si trova dietro la fronte e gli occhi ed è associata alla verbalizzazione di esperienze emotive. 

“Quando metti i tuoi sentimenti in parole, stai attivando questa regione prefrontale e produci una risposta ridotta nell’amigdala“, si legge nello studio. “Allo stesso modo in cui premi il freno mentre guidi quando vedi una luce gialla, quando esprimi i tuoi sentimenti a parole, sembra che tu stia frenando la tua risposta emotiva”.

Di conseguenza, un individuo può sentirsi meno arrabbiato o meno triste.

Potrebbe essere abbastanza scontato ciò che questo studio prova, eppure nel mondo di oggi non lo é affatto.

In una società dove gli individui che la compongono sono sempre più soli e depressi, rendersi conto di quanto sia importante confrontarsi con altri esseri umani verbalizzando le proprie emozioni, sebbene dovrebbe essere scontato, diventa importante ricordarlo.

Siamo super connessi ma sempre più soli.

Non é così che dovremmo vivere. 

Questo modo di esistere non fa altro che ingigantire quella dimensione interiore che é la nostra psicologia fuori controllo, rendendoci vittime di noi stessi. 

Siamo sempre piú isolati dagli altri e facciamo fatica a comprendere quanto sia importante essere vulnerabili e sensibili con altre persone. 

Hai letto bene. Non è nostro compito dimostrare al mondo la nostra forza, resilienza o grande motivazione. Non è per questo che siamo qui. Siamo qui per concederci il grande, ormai, lusso di farci vedere per come siamo veramente. 

La vita delle famiglia allargate prima dell’industrializzazione

Come siamo veramente? Siamo esseri fragili e colmi di emozioni spesso forti e insopportabili per la nostra sensibilità. Per questo non viviamo soli come certi animali ma siamo nati per vivere in gruppo ed aiutarci a vicenda.

Questo è il motivo principale che ci spinge a lavorare in gruppo in Expanda dove il confronto e lo scambio arricchisce e alimenta la formazione dell’individuo, nonché la sua autostima. 

Siamo scivolati, con gli anni, in una società povera di affetti e connessioni umane e dobbiamo semplicemente lavorare duro per riprendere ad essere umani normali, che si supportano, si aiutano, si amano. 

Purtroppo tanti sono ormai talmente abituati a fare tutto da soli che prendono questo discorso come l’ennesima sdolcinata nostalgia di cose passate, ma non si tratta di questo. 

Essere soli non aiuta. Non aiuta mai. 

La solitudine è sana quando si intervalla a momenti di comunione dove la felicità viene condivisa. D’altronde la felicità è tale SOLO se viene condivisa.

L’abitudine a vedere la vita come una rincorsa solitaria a qualcosa da ottenere per essere felici è una grandissima fesseria che sta rovinando la vita di un grandissimo numero di persone. 

Le tribú indigene vivono ancora quella comunione intima tra umani che noi occidentali abbiamo perso.

C’è chi persino pensa di poter diventare felice facendo corsi su come diventare felice. Il paradosso del nostro tempo arriva anche a questo. 

Eppure sarebbe così semplice se ci prendessimo il permesso di esprimerci con e di fronte agli altri. Vedremmo quanto siamo tutti uguali nelle nostre debolezze e quanto allo stesso tempo siamo tanto forti nell’affrontarle insieme. 

Esprimi te stesso di fronte al mondo

Non è una utopia. Possiamo farlo, ma parte da noi. se superiamo il nostro autogiudizio.

Parte da te. Dalla tua volontà di farti vedere per come sei di fronte al mondo. Noi di Expanda lo facciamo in un ambiente di crescita orientato all’auto conoscenza dove ci sono persone con un alto grado di apertura mentale e dove l’accoglienza, il confronto e la sana conversazione sono capisaldi imprescindibili. 

Allo stesso tempo è importante che ognuno di noi lo faccia nel proprio ambiente familiare, con gli amici o sul lavoro. Sembra assurdo dirlo perché dovremmo già essere così senza nessuno sprono.

E’ arrivata l’ora di riprendersi il permesso di essere autentici in ogni ambito della propria vita. 

Verbalizzare i propri sentimenti, parlare di sé agli altri, spiegare la propria situazione anche a perfetti estranei, non solo ci riporta ad un livello di umanità sano, ma come si sta vedendo anche in certi studi scientifici, aiuta ad avere una prospettiva diversa ed a maturare un approccio più neutro rispetto a ciò che si prova. 

In Expanda usiamo chat su Telegram e videochiamate per confrontarci

Verbalizzare con l’espressione non fa altro che condurci a risolvere i nostri blocchi emotivi perché impariamo a conoscere i nostri schemi mentali, a riconoscere le nostre credenze,  bisogni ed a individuare quanto e come ce la “raccontiamo”.

Per finire vogliamo proporti un semplice esercizio per la prossima volta che ti trovi in una situazione di malessere emotivo. Un esercizio che facciamo nella nostra vita e che pensiamo possa giovare anche alla tua. 

Esercizio di verbalizzazione

Quando ti cogli a stare male, con un turbinio di pensieri e una sensazione di malessere generalizzato emotivo, fermati e fai così:

  • – Concentra la tua attenzione su ciò che provi a livello fisico. Potrebbe essere ansia, rabbia, tristezza, ecc. Semplicemente nota la sensazione. 
  • – Nota adesso quali pensieri, immagini o successioni di immagini la tua mente sta creando e che sono associate a quella sensazione. Potrebbero essere legate al passato o al futuro. Semplicemente nota ciò che vedi senza giudicare nulla. 
  • – Ora chiama un amico o una amica importante per te, un fratello o una sorella, tuo papà o tua mamma o qualcuno che è pronto ad ascoltarti e spiega la situazione cercando di articolare come ti senti in relazione a cosa pensi. 
  • – Mentre lo fai ascolta con attenzione il modo in cui ti esprimi cercando di cogliere alcuni dei tuoi meccanismi. Se vuoi puoi fare questo nella nostra community. C’è sempre qualcuno pronto ad ascoltarti. 
  • – Dopo averlo fatto prenditi un’ora per fare una camminata e riflettere su come ti senti, cosa hai appreso e quanto ti ha giovato verbalizzare le tue sensazioni. 

Speriamo possa giovarti. 

Ti aspettiamo in community per parlare di questo argomento e per discutere dei risultati dell’esercizio proposto. Inoltre, se ti va, lascia un commento sotto l’articolo nel caso in cui tu voglia aggiungere qualcosa di rilevante all’articolo. Apprezziamo molto una tua riflessione.

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