Spiritualità e denaro possono coesistere?

spiritualità e denaro
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Il successo economico, in particolare in Italia – e ancor di più negli ambienti della spiritualità – sovente viene visto come un obiettivo indegno, ignobile, se non addirittura moralmente riprovevole.

Il denaro è il male. Il mondo fa schifo per colpa delle banche, del denaro. Se non ci fosse il denaro questo mondo sarebbe bello e rigoglioso.

Questa è una di quelle convinzioni radicate soprattutto in Italia, dove la religione ha creato intere generazioni di repressi.

Denaro e sesso, sono ancora due scogli insormontabili per molti. Prima c’era il prete che ti inculcava di rimanere poveri e represso sessualmente. Oggi sono i maestri spirituali e i guru, oppure le stesse persone ingarbugliate in credenze fottutamente limitanti.

Il denaro è materiale, mentre la spiritualità è immateriale. Non possono andare insieme!
Questa è la classica concezione duale delle cose (e, quindi, ben poco spirituale).

Ma veramente il denaro è materiale?

Da un certo punto di vista si: coi soldi si acquistano oggetti, macchine, case e beni di consumo; da un altro no: essi ti permettono di andare al cinema, entrare ad un concerto, pagare lezioni, corsi e università, dunque, opere concettuali.

Se faccio il contadino e voglio imparare a suonare il pianoforte, posso pagare il mio insegnante di piano con la frutta e la verdura che coltivo, ma non è detto che a lui interessi, uso quindi una moneta di scambio valida e riconosciuta da tutti. Nell’antichità era il sale, oggi monete e banconote.

Il denaro, dunque è energia che permette uno scambio.

I soldi rappresentano la conversione del tempo dedicato ad una determinata attività in un tipo di energia (denaro) riconosciuta da tutti.

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Eh si.. ma Gesù per esempio diceva:«Beati i poveri», «guai a voi ricchi», quindi Gesù odiava i ricchi.

Ma ti pare possibile che Gesù odi qualcuno? È vero che ha detto: «Guai a voi ricchi!», ma come sprone per non attaccarsi al denaro. Gesù conosce le insidie della ricchezza sull’animo umano e in più occasioni ci mette in guardia. «Nessuno può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza», ricordi questa frase?

Qui sta il nocciolo del problema. Attaccarsi al denaro come unica ancora di salvezza è un bel guaio.

Ma c’è una bella differenza tra l’attaccamento al denaro e la richiesta di denaro come compenso per un prodotto o servizio.

Il paradosso è proprio questo: sono le persone che si ritengono più spirituali ad avere un attaccamento morboso al denaro. Per loro è un problema da risolvere, mentre per i ricchi è semplicemente la conseguenza naturale quando si risolve un bisogno nella società.

Il problema denaro nella spiritualità

E’ proprio nel mondo della spiritualità che si annidano i più squattrinati. Gente che non riesce ad arrivare alla fine del mese, che non ha alcuna conoscenza a livello finanziario e di gestione del denaro ma giudica chi, invece ha sviluppato controllo in questo frangente.

Io stesso, ricevo spesso i giudizi di spiritualoidi repressi che mi intimano a non chiedere soldi e che aspettarsi un ritorno economico per la creazione di corsi formativi è un grave peccato. Questo video è anche per voi!

Il denaro serve anche per crescere

Ma quelli che si sono dati il permesso di superare inutili barriere psicologiche riguardo il denaro sanno che in questa vita è possibile migliorare a livello personale e professionale se si spende del denaro. Che sia per libri, istruzione scolastica, università, corsi di formazione, corsi online, seminari, ecc…

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A differenza del cittadino medio, che spende i propri soldi per l’abbonamento allo stadio o a Sky, una qualunque persona di successo studia e si aggiorna di continuo, per tutta la vita, allocando i propri soldi nella formazione.

Il senso del possesso

La causa reale della povertà è il senso del possesso.

I ricchi usano il denaro, non lo accumulano. Non hanno questo senso di possesso, come lo hanno invece la maggior parte dei poveri.

Sono i poveri, in realtà, quelli più egoisti e meno capaci di dare, proprio perché vivono perennemente nella mancanza, identificati nella personalità e quindi sempre terrorizzati di perdere qualcosa e morire di fame.

La verità è una sola amici miei.

Se vogliamo cambiare il mondo.. se lo vogliamo cambiare veramente, ci vogliono un sacco di soldi.

Bisogna creare imprese più etiche, banche più etiche, scuole migliori, città migliori, persone migliori. Per migliorare davvero il mondo, ci vogliono persone capaci di generare parecchi soldi, per poi usarli per opere di bene.

Il mio sogno è quello di vedere sempre più gente dal cuore aperto, prendersi carico dei problemi della società e realizzare servizi e prodotti che possano arricchire la vita dell’uomo.

Voglio persone ricche e sensibili a livello spirituale che riescano a muovere gli ingranaggi del mondo tramite alte cariche imprenditoriali e governative.

“Non è tanto importante da dove parti o con quanti soldi, ma dove vuoi andare”
Afio Bardolla

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