Perché la gente crede alle teorie del complotto?

Ultima modifica: 2019-02-19 15:16 - Autore: Devid
teorie del complotto

In questo articolo cercheremo di spiegare quali sono gli schemi mentali che portano cosi tanta gente oggi a credere nelle teorie del complotto.

Cominciamo con la storia di Pier Filippo.

Ci aiuterà a capire come i meccanismi mentali legati alle credenze siano legati alla sicurezza di Sè e di conseguenza a ciò che uno sa di sapere.

PierFilippo e l’allarme di casa

PierFilippo stamattina, prima di uscire di casa, ha inserito l’allarme di casa. Una cosa che fa spesso, prima di un viaggio di lavoro.

Ora si trova sull’aereo per Londra.

Domanda: come fa ad essere certo di aver inserito l’allarme?

Beh, Pier può contare sulla propria memoria. Si ricorda di aver inserito l’allarme.

Cioè, la propria memoria, da a Pier la sicurezza di aver acceso l’allarme.

E questa sicurezza si basa sulla fiducia nella propria memoria, sulla fiducia in se stessi.

Mi fido di ciò che ricordo. E ne ho tutto il diritto.

Ho il diritto di fidarmi di quello che ricordo, almeno fino a quando la mia memoria è affidabile.

Ma poi, Gloria, la moglie di PierFilippo, si gira verso di lui e dice: No! Non l’hai inserito l’allarme.

Non ti ho visto farlo, secondo me non ricordi bene.

E indicando a Pier tutte le volte che già successe in passato, Gloria continua a sostenere che l’allarme sia spento.

Al che, Pier comincia a dubitare di sè e della sua memoria.

Questo fa scendere la sua sicurezza e fiducia in se stesso.

Una perdita, si può dire, di conoscenza

Questo perché, seppur Gloria non abbia alcuna prova, se non la sua stessa memoria (valida tanto quanto quella del marito), con la sua insistenza, erode la sicurezza di Pier, che finisce col dubitare di se stesso.

Sapere, richiede una sicurezza interiore, che Pier Filippo non ha. In mancanza di sicurezza, anche il fatto più evidente, può trasformarsi in una opinione o nella conseguenza di un complotto.

Cioè, in mancanza di sicurezza nell’individuo, si possono mettere in dubbio fatti evidenti, anche se questi non sono per nulla cambiati.

Pier incontra il suo amico complottista

A questo punto Pier Filippo incontra il suo amico GianMarco, un orgoglioso sostenitore delle teorie del complotto, che comincia subito ad esporre.

Pier Filippo potrebbe fare due cose.

Ignorare Gian oppure dibattere con lui fino a capire chi ha veramente ragione.  

In mia modesta opinione, ignorare tali teorie, non fa altro che rafforzarle, seppur prive di fondamenta.

Perciò, la cosa migliore da fare sarebbe quella di sedersi ad un tavolo e provare a discutere.

Ma qua insorge un problema.

teorie del complotto

Il problema è che, PierFilippo non è un esperto. Non sa di quale particolare struttura erano fatte le torri gemelle, non sa leggere le documentazioni della NASA sul lancio lunare, non è un esperto astronomo, nè un immunologo, perciò è abbastanza impreparato sugli argomenti che, invece, Gian Marco, operaio in una ditta di macchine del caffè, maneggia con una certa sicurezza, come d’altronde dovrebbe essere, dopo aver studiato sull’internet. 😫🤨

Perciò, dopo qualche ottima frecciata di GianMarco, che ha passato le ultime 10 serate sul computer a leggere articoli da siti autorevoli, Pier è tentato di semplicemente dire: hai rotto il cazzo…non lo so!

A quel punto, GianMarco rinforza la propria credenza, seppur infondata.

Mentre Pier perde in fiducia in se stesso, finendo col chiedersi se esistano fatti veri… o solo opinioni, come fece con la moglie per la storia dell’allarme.

Il che non solo è una assurdità, ma la cosa più lontana dalla verità!

A cosa credere oggi?

Qualunque tipo di notizia può essere falsificata, perciò la credibilità non sta nella teoria in se, ma in chi la enuncia!

Infowars: uno dei siti web del complotto più seguiti

Si dovrebbe quindi fare attenzione a chi parla.

Bisognerebbe affidarsi a degli esperti. Ed è questo il colpo finale che distrugge la maggior parte delle teorie del complotto esistenti sulla Terra. La parola degli esperti. Quelli veri.

Perché se ci lasciamo guidare da ciò che appare più credibile e appetibile al nostro sistema di credenze, rinforzandole, la maggior parte di noi crederà vere delle cose che in realtà non lo sono.

Ecco perché uno strumento come internet può trasformarsi in un’arma per l’ignoranza del cittadino medio che non possiede alcuna fiducia in se stesso.

Pattern recognition: anatomia del complotto

Per lo più, siamo capaci come esseri umani di vedere cose dove non ci sono. Il cervello preferisce vedere uno schema piuttosto che il casuale corso degli eventi, una causa precisa dietro un determinato avvenimento. Come quando guardiamo una nuvola che sembra che sembrava qualcos’altro.

Questo può essere utile per sviluppare nuove idee, anche se spesso identifichiamo determinati schemi, dove non esistono.

Vedere Gesù in una fetta di toast?

Cosi, grazie all’accesso ad una immensità di opinioni, si creano eserciti di credenti paranoici che di sera, per ore davanti al pc, alimentano la propria rabbia e senso di ingiustizia verso il mondo, cattivo, opprimente, malvagio, inventandosi qualunque tipo di stramba connessione tra eventi e persone

Questo mi porta alla ragione più profonda per la quale cosi tante persone si interessano di teorie del complotto: la proiezione.

La proiezione: il core del problema

L’essere umano non può fare a meno di vedere la propria immagine riflessa nella sua vita.

teorie del complotto

La vita dimostra chiaramente quello che succede dentro ognuno di noi.

Queste teorie perciò, altro non rappresentano che la rabbia e l’ingiustizia che proviamo dentro di noi per la mancanza di sicurezza e connessione con noi stessi.

In periodi di crisi e difficoltà siamo molto più inclini a voler trovarne le cause in complotti, un pò come succede nei film gialli.

Nel nostro fare da vittima, diamo sempre potere ad un governo, un sistema, società segrete o illuminati perché non abbiamo le palle per caricarci della responsabilità della nostra vita.

E’ sempre più facile dare la colpa al mondo della propria vita miserabile, piuttosto che rimboccarsi le maniche e alzare il culo dalla scrivania.

La difficoltà di convivere con il senso di incertezza radicato in ogni vita umana, spinge tanti a maturare un certa sicurezza riguardo cose inventate… cosi.. per essere sicuri almeno di qualcosa.

Perché la gente crede ai complotti?

Questo succede quando la vita di una persona non ha proposito, quando siamo in difficoltà e non vogliamo vedere la realtà delle cose: che sta a noi disciplinare noi stessi, indagarci, sviluppare una prospettiva autentica ed agire per migliorare la nostra vita.

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Ovviamente tra le tante teorie esistono anche diversi fatti che, per un motivo o per l’altro, non sono di sapere generale, ma che sarebbe bene conoscere se vuoi farci qualcosa con sta vita.

Magari aprendo qualche classico della letteratura e sviluppando le basi della propria educazione, che, per chi non lo sapesse, non finisce col finire della scuola.

Allora, magari si diventerebbe meno preda di giochi psicologici da parte di politici o corporation, che fanno leva sulla immancabile ignoranza del cittadino medio.

Essere scettici intelligenti

Mi auguro che questo video possa ispirarti ad essere uno scettico intelligente.

Una persona che mette in discussione ciò che sente dire in giro e si impegna per trovare le evidenze che supportino una determinata teoria, senza fomentare o strumentalizzare.

Lo stesso scettico che sa dall’altra parte, organizzare la propria vita, smettendo di dare la colpa agli altri.

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Ciao

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