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Non trasformare le tue passioni in un lavoro – guida per realisti –

trasformare passioni in lavoro
Cosa troverai nell'articolo:

In questo articolo vedremo se sia possibile trasformare le proprie passioni in un lavoro e come vada fatto nella maniera più realistica possibile e senza grossi giri di parole.

Questo mese in Expanda stiamo affrontando l’ambiente lavoro, parlandone tra di noi in chat, nelle chiamate settimanali e nel meeting di questo mese. Parliamo di lavoro perché è una delle aree, se non l’area, dove spendiamo la maggior parte del nostro tempo, e decide lo stato d’animo di tante persone alle quali non piace il lavoro che hanno, ma non sanno realmente come generare qualcosa di nuovo.

Come avere un lavoro che ci soddisfi pienamente

Avere un lavoro che ci soddisfi, fa parte della propria realizzazione personale ed è sicuramente un sogno realizzabile per tantissime persone, se si affronta razionalmente ed emotivamente con ordine, qualunque sia l’ambiente lavorativo o la retribuzione.

Tra di noi in Expanda cerchiamo di esaminare i bisogni infantili che proiettiamo nel lavoro, sui colleghi o i datori di lavoro, poi analizziamo le credenze limitanti che ci trattengono dall’esprimere il nostro potenziale, e infine coltiviamo insieme i valori che usiamo per orientarci nello scegliere cosa è importante che esista per noi nel lavoro.

Questo fa si che l’individuo trovi la propria dimensione lavorativa prima dentro di Sé, rendendo così meno confusa la ricerca o la creazione del proprio lavoro.

trasformare passioni in lavoro

Trasformare una passione in lavoro

L’aumento dell’insoddisfazione in ognuno di noi per le ripetute delusioni che riscontriamo sul lavoro, soprattutto negli ultimi anni di confusione e degenero sociale, ha portato ad un aumento dei tassi di ansia, apatia e depressione spingendo molte persone a voler cambiare vita per non essere risucchiati nella demenza asettica del pensiero popolare contemporaneo, sperando anche sì di poter trasformare le proprie passioni in una carriera, o di guadagnarsi da vivere in maniera diversa.

Attenzione però: l’approccio tipico del voler guadagnare con le proprie passioni potrebbe non essere la scelta migliore. Lavorare a ciò che ti appassiona vuol dire trasformare una attività che fai per il solo piacere di farla, in un lavoro, dove devi offrire qualcosa a qualcuno in cambio di denaro.

Questo non può essere un passaggio diretto e improvvisato, in quanto può portare ad odiare la propria passione, intestardirsi quando magari la cosa non funziona e perdere una fonte di relax caricandosi di stress. 

Da passione a intento

Per non ritrovarsi con i propri risparmi buttati in un bar che poi non funziona perché eravamo appassionati di caffè, o in un ciringuito a Tenerife, è bene, invece, concentrarsi sulle specifiche abilità, talenti e attività nelle quali oltre alla passione c’è anche una competenza e una professionalità, cercando opportunità di lavoro che siano in linea con i nostri valori ed il nostro proposito di vita.

Questo significa trovare un lavoro o avviare un’attività in cui si è bravi, e che al farla ci sia “anche” passione.

Vuol dire svolgere quella mansione senza particolari forzature o difficoltà, anche se queste si manifestano in ogni lavoro; immagina però la differenza nell’affrontarle, se quello che fai ti piace e non ti affatica farlo.

Un ambiente lavorativo in linea con te

Per riuscire in questa impresa non servono tecniche particolari, bensì un costante percorso di auto-conoscenza che inizi quanto prima possibile per affiancare, allo studio di nuove competenze allineate ai propri talenti, la messa in esperienza di questi talenti, mista alla persistente auto-osservazione, indispensabile alleata per maturare col tempo un ambiente lavorativo sempre più in linea con chi siamo. 

L’alternativa è andare a caso, cercare di inventarsi lavori o imbarcarsi in business per poi fallire miseramente, finendo col rassegnarsi a lavorare in posti che ci fanno schifo, facendo cose che odiamo. 

Che lavoro vuoi?

Per sapere a che punto sei messo, fatti questa domanda: che lavoro voglio?

Se la risposta è “non lo so”, potrebbe esserci del lavoro da fare per conoscere chi sei e cosa vuoi nel lavoro. Già il fatto di non sapere che lavoro vuoi fare può darti un’idea di quanto poco ti conosci e quanto potenziale nascosto hai, che puoi tirare fuori e coltivare tramite nuove esperienze.

Come trasformare una passione in lavoro

I passi distinti che ti potrebbero portare a capire che lavoro vuoi fare nella vita, potrebbero essere i seguenti: 

  1. Studia come sei fatto: devi studiare come sei fatto per poter avere un framework col quale cominciare ad osservarti. Devi riuscire a orientarti con una mappa fedele che ti consenta di riconoscere il tuo territorio.
  2. Osserva come ti comporti sul lavoro: con la prospettiva giusta, devi sapere cogliere quali bisogni infantili proietti sul lavoro e quali credenze ti limitano. Potresti stare cercando il riconoscimento del capo perché non ti senti mai abbastanza, oppure l’ammirazione dei colleghi per sentirti accettato, o il riconoscimento dall’azienda per avere rispetto di tuo papà. Sta a te vedere queste prigioni psichiche, meglio se affiancato da un formatore o terapeuta. 
  3. Cogli talenti e capacità: rifletti sui tuoi lavori passati e su quello odierno per identificare le tue abilità, inclinazioni naturali, la tua indole lavorativa e i tuoi talenti (si, li hai anche tu come tutti). Cosa sai fare, come lo fai, cosa puoi offrire, che qualità di lavoro, che valore ha il tuo lavoro??
  4. Matura una forte presa sui tuoi valori: setta i tuoi valori e sviluppa credenze consapevoli che alimentino la possibilità di esprimersi in un lavoro nuovo o in modo diverso nel lavoro attuale. Se sai bene cosa vuoi e cosa credi di ottenere, le chance di vedere un cambiamento aumentano esponenzialmente.
  5. Definisci il tuo intento: Definisci in cuor tuo un intento che tenga conto della tua morale, ma che allo stesso tempo sia carico del coraggio di esprimere ciò che è veramente importante per te. Ricorda: quello che fai deve avere un senso profondo per te, o la motivazione calerà.
  6. Coltiva talenti e qualità: una volta individuati, i talenti vanno espressi attraverso competenze valevoli sul posto di lavoro. Valuta corsi, libri, conferenze o percorsi di studio che ti consentano di diventare un esperto in quel frangente lavorativo. 
  7. Fai esperienza diretta: fai delle prove, degli stage anche non pagati. Se la tua idea è di diventare un autonomo, sviluppa un business plan, oppure chiedi di poter discutere delle tue idee in una start up. Usa il tuo tempo libero per mettere su un progetto e sperimenta costantemente. 

Questi passi sono validi per tutti, sempre? No. Bisogna rendersi conto che non esistono regole valide per tutti indistintamente.

È difficile realizzarsi nel lavoro? 

Dipende. 

Un furgonista di 40 anni senza competenze specifiche, potrebbe specializzarsi nel trasporto di sostanze chimiche, prendendo magari una patente speciale. Diverso è il discorso per un ventenne appena uscito dal liceo, che con un corso di studi potrebbe aumentare le proprie conoscenze, oppure potrebbe andare a lavorare facendo esperienza immediata di una competenza. La storia cambia se si tratta di un trentenne che non si è mai specializzato e vuole lanciare una start-up o un progetto.

Ognuno deve per forza regolarsi in base alla propria storia, le proprie possibilità e la motivazione che lo spinge a voler migliorare la propria condizione lavorativa. 

Per questa ragione ne parliamo nel gruppo Expanda e facciamo coaching individuali. Perché ognuno ha un potenziale diverso, una storia passata diversa e una sua specifica situazione lavorativa odierna, che va affrontata nella sua unicità.

Se vuoi conoscere meglio quello che facciamo, guarda il webinar “Metodo Expanda” che trovi gratuitamente a questa pagina: Realizza te stesso con il Metodo Expanda – Iscriviti e guarda il webinar gratuito –

Conclusioni

Concludendo, per trovare la giusta carriera, è importante capire se stessi e i propri bisogni, sia quelli infantili che quelli attuali. È fondamentale identificare i propri talenti e le proprie inclinazioni, sviluppare credenze consapevoli e definire un intento che sia radicato nel profondo della nostra unicità.

Per coltivare i propri talenti, è possibile valutare corsi e percorsi di studio, e fare esperienza diretta tramite stage o nuovi lavori. Per finire, è importante essere accompagnati da un formatore o terapeuta nella fase di introspezione, se si vuole accorciare i tempi e ridurre l’attrito che si prova quando ci si confronta con la propria interiorità.

Video: Come trasformare le proprie passioni in un lavoro

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