Il risveglio spirituale vuol dire essere felici per sempre?

Ultima modifica: 2021-03-17 19:54 - Autore: Devid
risveglio spirituale e felicità

La felicità è sopravvalutata.

Pensiamo che lavorando su noi stessi, meditando o cantando mantra speciali, potremo un giorno essere perennemente felici.

Crediamo che questo voglia dire risvegliarsi.

Ma ne siamo sicuri?

Esiste la felicità senza la tristezza?

Quello che noi idealizziamo come risveglio non è uno stato di perenne felicità. La felicità è una emozione passeggera, così come la tristezza.

Sono felice se ottengo un aumento di salario o se faccio una vendita cospicua. Sono triste se perdo il lavoro o se torno s casa senza aver battuto cassa.

Fanno parte della dualità dei corpi. Fanno parte della nostra esperienza sulla terra.

La felicità non è il risveglio

Eppure la nostra ricerca del risveglio, nella quasi totalità dei casi, è improntata sulla fuga dalla tristezza e sulla rincorsa alla felicità. Sono idee.

Umane e comprensibili ma sempre parte di un lavoro mentale/emotivo legato alle circostanze della nostra vita.

Pensiamo che una volta raggiunto il risveglio potremo vedere la realtà per come è veramente.

Sebbene sia vero, saperlo ci confonde. Questo perché ci attacchiamo all’idea del risveglio e cerchiamo di scappare dalla nostra realtà odierna fatta di sofferenze, disagi, problemi, abbandoni, sfide difficili da affrontare, povertà, malattie, depressione, ansie, timidezza, confusione, ecc.

Più ci si appiccica questa idea di risveglio come eterna felicità priva di problemi, più confermiamo il nostro stato d’animo di sofferenza legata alla nostra vita odierna.

Tutto comprensibile e umano. Ci dobbiamo capire. Dobbiamo avere compassione di questo meccanismo. Dobbiamo accettare di essere in questo vortice di non accettazione e di fuga dall’adesso.

Proprio così.

Cercare il risveglio nel non-adesso

La ragione per la quale leggiamo libri sull’adesso è che vogliamo qualcosa di diverso dall’adesso.

Pensaci. Se fossi in pace con te stesso nel qui e ora, quale ragione ci sarebbe di leggere Eckart Tolle o di partecipare ad un seminario sul risveglio? Nessuna.

Vedi come la ricerca di una soluzione sia di per sè il problema?

Allora cosa?

A cosa serve tutto quello che facciamo nei corsi Expanda per esempio?

Serve a risvegliarsi!

Ma come? Hai detto che… Si. Ho detto che…Ma… Non ho detto che non ci si possa risvegliare.

Allora cos’è il risveglio?

Il risveglio è una esperienza graduale che scorre nella carne di chi impara a conoscersi, ad accettarsi e ad esprimersi nella propria vita quotidiana.

Conoscersi, accettarsi, esprimersi. Pensaci.

Se fossi completamente espresso nella tua vita quotidiana (se ti sentissi “libero di essere” in ogni istante della giornata) avrebbe ancora senso volersi risvegliare?

Rispondi tu!

Ok..Quindi…Se non avesse più senso il desiderio di risvegliarsi, tu come tutti potresti accedere al risveglio facendone esperienza nella carne (non nella testa).

Saresti tu stesso il risveglio. Saresti espressione di ciò che sei senza resistenze. Saresti il capolavoro che sei senza barriere.

Terminerebbero le prove? Terminerebbe la sofferenza? Terminerebbero le gioie?

No.

Ne faresti comunque esperienza ma senza resistere.

risveglio spirituale essere felici

Tutto sta a quanto resisti di fronte al tuo presente. Qualunque esso sia!

Don’t get me wrong! Siamo tutti in resistenza dell’adesso. Ognuno col suo grado di non accettazione. Ognuno fallibile a suo modo. Ognuno con le sue sfide che non terminano all’aumentare della tua consapevolezza.

Anzi, aumentano.

Il risveglio è resa totale

Per risvegliarsi ci va una accettazione incommensurabile. Una resa totale all’adesso. Bisogna davvero lasciare andare ogni appiglio mentale a come vorremmo che sia l’oggi e abbracciare il qui e ora in ogni sua forma.

Nel bene e nel male. Ma non è facile. Anzi è davvero difficile.

Tremendamente difficile.

Perché vogliamo avere il controllo su ciò che ci accade. Vogliamo solo le belle sorprese e non le brutte. E ci capiamo. È così. È importante accettare anche questo di noi stessi. La nostra dura voglia di avere ciò che desideriamo.

Siamo umani dopo tutto. Ma da umani, se lasciamo andare anche l’ultima speranza di farcela, potremo gradualmente diventare anime in un corpo.

Allora potremmo vedere la bellezza anche nella sventura. Potremmo vedere la luce della luna anche nella notte più scura. Potremmo rimanere accecati da un raggio di sole che potente invade una stanza buia.

Allora ogni piccola cosa della vita, anche la più piccola che ci viene concessa, avrà un gusto intenso nel momento presente. Potrebbe essere un caffè, un piatto di fagioli in umido, una folata di vento, l’odore della pioggia dopo una giornata calda, gli occhi di un bambino o lo sguardo di un anziano.

Risvegliandoci, viviamo il qui e ora e niente di più.

Niente aspettative, nessuna speranza e zero desideri.

Tutto concentrato nell’adesso.

Tutto qui.

E ora.

Buona giornata.

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