Perché credere in Dio? Serve davvero a qualcosa?

Ultima modifica: 2018-11-20 18:38 - Autore: Devid

Perché credere in Dio? Questa domanda ce la saremo fatta tutti almeno una volta. In questo articolo voglio entrare nel merito della discussione, parlando di credenza, religione, ateismo e di cosa significa, veramente, credere in Dio.

Lo so che si tratta di un argomento spinoso. Per questo mi ci sono voluti giorni per mettere insieme questo articolo, che sono sicuro possa chiarire decisamente la tua visione di tutto l’argomento.

Tempo di lettura: 9 minuti circa

Perché credere in Dio

Perché credere in Dio come i religiosi?

perché credere in Dio?La maggior parte della gente è cresciuta pensando che il praticante religioso creda in una qualche divinità che giudichi tutti dall’alto delle nuvole. Una forma di fanatismo illusorio, atto ad idolatrare il creatore, seguendo i dogmi prescritti da presunti libri sacri.

Non sto dicendo che le religioni non possano estremizzare in culti fortemente discutibili, anzi, è proprio quello che è successo, nella religione, come in qualunque ambito della vita dell’uomo. 

Una visione superficiale della religione, che ovviamente diventa irreale e discutibile se si interpreta solo per quello che può provare materialmente.

Cosa vuol dire credere in Dio?

perché credere in Dio?Ma Credere in Dio, per una vera persona religiosa, vuol dire osservare delle pratiche giornaliere ed una condotta di vita che gli consentano di maturare una coscienza capace di fare esperienza di Dio.

Nei cristiani nella forma della trinità divina, che è un  concetto molto diverso dall’uomo con la barba descritto nell’immaginario collettivo.

Questo, da solo, restringe il campo delle persone realmente praticanti, mentre allarga quello delle persone confuse, che hanno da sempre interpretato la religione, vuoi a causa di strategie di manipolazione, vuoi per il naturale evolversi delle cose, in maniera semplicistica.

Questa semplificazione della religione si protrae sino ad oggi, dove le grandi parole di Gesù o di altri maestri, trovano più spazio nelle citazioni su Facebook che nel cuore della gente.

Perché non credere in Dio cosi?

perché credere in Dio?Nel mondo scientifico, grazie a Dio, si è messa in discussione subito questa visione storpiata e repressiva della parola dei più grandi maestri del passato.

L’illuminismo ne è la prova. Un intero movimento, che per alcuni non è mai iniziato, di impegno razionale e logico da parte dell’uomo, che ha dato come frutto, alcune delle menti più grandi del mondo.

La religione, con i secoli, perde prestigio e viene rimpiazzata dal sistema meccanico del produci-consuma-crepa, una conseguenza obbligata della confusione dell’individuo medio, che, sonnambulo, nella sua abitudine, si limita a sopravvivere ed a rispondere alle manipolazioni di una élite illuminata, che si ritrova a comandare il mondo.

A questo punto, la religione non ha più alcun appeal ed il vero concetto di credere in Dio, viene messo in discussione dalla agguerrita schiera degli atei.

Chiediamoci quindi:

Hanno ragione gli atei a dire di non credere in Dio?

Per poter comprendere l’argomento, però, dobbiamo prima chiederci:

Cosa vuol dire, non credere in Dio, per un ateo?

Si, perché la concezione generale è che l’ateo modello vada all’attacco di colui che crede, spiattellando tutte le ragioni per cui, credere, sia stupido.

Pensa all’inquisizione, alle crociate, pensa ai preti pedofili e all’oro che ha la chiesa oppure ai terroristi islamici… non vedi che credere in Dio non serve a nulla.

Tipicamente, quindi, l’ateo si pone nella posizione dell’inquisitore, di colui che giudica da un punto di vista di verità obiettiva.

Ciò che è preso come prova, come caposaldo dell’ateo è la scienza e la ragione.

La visione materialistica della realtà

perché credere in Dio?

Ma quello che non viene preso in considerazione è ciò a cui una ateo crede, il suo set di credenze, che solitamente si basa sulla visione meccanico materialistica del mondo, che è di per sé una filosofia, non una scienza.

Si tratta della visione per cui il mondo sia fatto di materia inerte, la natura sia inanimata e funzioni come un meccanismo e non come un organismo e che l’universo sia fatto di materia incosciente.

Questi non sono fatti scientificamente provati, ma assunti che l’ateo prende per validi.

A proposito, ti consiglio l’eccellente lavoro di Rupert Sheldrake che spiega perfettamente nel suo libro: The science delusion, come la scienza possa rivelarsi una religione

Rupert spiega che, da quando Cartesio fece la prima distinzione tra corpo e anima: all’anima compete la conoscenza della verità, al corpo le sensazioni. L’anima è fuori dal tempo e spazio, mentre il corpo ne è profondamente dipendente.

Questa visione, però, col tempo degenerò nella semplicistica non considerazione del mondo spirituale, ma della sola visione materialistica della realtà, quella per cui, l’universo intero sia meccanico e senza coscienza.

Ma, sappiamo bene che questo non è vero, poiché l’essere umano possiede una coscienza.

Beh, allora sarà una mera illusione anche la coscienza… ma questa visione non è possibile, perché l’evento stesso dell’illusione presuppone una coscienza che ne faccia esperienza.

Tutto questo ha creato diverse discussioni e dibattiti nel mondo materialistico, con studi sulla coscienza tutt’oggi in corso.

Diversi esponenti del mondo ateo, ammettono persino, nella loro visione della mente come funzione del cervello, la possibilità che questa possa esistere anche nelle più piccole forme di vita come l’elettrone.

Perché, quindi, non credere in Dio?

Perciò, la possibilità che esisti qualcosa oltre il livello dell’essere umano, sembra essere ancora valida o alquanto impossibile da escludere, anche perché, da un punto di vista umanistico, la visione materialistica presupporrebbe il fatto che ognuno di noi non sia capace di libero arbitrio e che ogni scelta giornaliera sia una mera risposta meccanica, che è infelicemente vero per tanti, ma che non se lo vorrebbe sentir dire nessuno.

Inoltre, se fosse tutto meccanico, dovremmo essere rimasti degli esseri molto meno evoluti.

Non c’è nessuna spiegazione per il fatto che l’uomo sia capace di chiedersi delle domande come quella che da il titolo a questo video.

Dovremmo essere non più evoluti di altri animali che sembrano essere dipendenti da stimoli socio-ambientali meccanici, e invece no, l’uomo riesce a concettualizzare temi profondamente complessi ed a fare esperienza di cose apparentemente inspiegabili.

Questo concetto è spiegato molto bene da Jordan Peterson, clinico psicologo, professore, scrittore e conferenziere nelle sue lectures su youtube. Più di 200 ore di video dove parla della biologia dietro l’essere umano, i suoi valori e la verità dietro ad alcune delle credenze dell’ultimo secolo.

Il valore dello scetticismo

Siamo tutto d’accordo, tuttavia, che essere scettici e critici riguardo le credenze della società in cui viviamo, sia un atteggiamento indispensabile, specialmente oggi.

Questo scetticismo, tuttavia, deve essere rivolto ad entrambi i lati, sia verso le credenze religiose, che quelle scientifiche. Poiché, come abbiamo visto, ognuna di esse da qualcosa per scontato, che scontato non è.

In mia opinione, dovremmo usare questo atteggiamento in ogni circostanza, prima di tutto con le credenze che diamo per valide e per le quali viviamo regolarmente.

Dovremmo mettere in dubbio quelle credenze religiose che hanno purtroppo represso intere generazioni perché interpretate nella maniera sbagliata e stare attenti a non tirare conclusioni affrettate su quello che la scienza teorizza.  

Il mondo di oggi è ateo

perché credere in Dio?Il mondo di oggi purtroppo sembra essere per lo più regolato da una visione materialistica del mondo, che genera una società basata su abitudini meccaniche, repressione delle emozioni e depressione cronica.

Dalla religione è rimasta un pò di repressione, non più sorretta dal peccato, ma dalla ragione.

Il desiderio, tanto contenuto dalle religioni orientali, oggi non ha limite e diventa un valore dell’economia odierna.

Insomma, l’ateismo serve una concezione della realtà estremamente isolante e depressa, dove l’individuo è fine a se stesso. Non esiste una connessione con la natura, con ciò che sta dietro di essa.

Questa, se non ve ne foste ancora accorti, è l’attuale stato delle cose nella maggior parte delle nazioni del mondo.

Antidepressivi a cascata, aumento dei suicidi anche tra i giovani e di fondo, una menefreghismo totale per la natura ed il prossimo, perché, se non c’è nessuna scelta e nessuna coscienza, perché pensarci?

L’ateo evangelista

perchè credere in dioEsistono persino atei in missione evangelica per liberare il mondo dalla spiritualità e dalla religione, scrivendo libri e facendo seminari, uno tra tutti Sam Harris, che tuttavia ammiro per la grandissima razionalità di cui è capace e per l’ammontare di persone che ha liberato da inutili fanatismi mentali.

Perciò non sono qui per dare la colpa agli atei, ma piuttosto per elaborare il fatto che, in realtà, la maggioranza di noi ha un approccio ateo verso il mondo, che ci ha liberato dai dogmi, ma che alimenta il sistema produci consuma crepa, nel quale l’uomo non sviluppa la propria coscienza.

La società odierna è questa, perciò, dovrebbe essere un campanello d’allarme per tutti.

Quindi in cosa dobbiamo credere?

E poi, alla fine, perché credere in primo luogo? Che senso ha?

La credenza è in tutto e per tutto una possibilità. Nel nostro caso è la possibilità di dare una spiegazione a tutto ciò che esiste. Un proposito, un senso, una ragione per la quale quello che è, è.

La credenza è l’inizio dell’evoluzione, o della miseria.

Puoi credere di poter diventare un ottimo imprenditore e lavorando duro, rendere vera quella credenza, oppure puoi credere di non valere niente e nelle tue azioni, esprimere la tua povertà interiore.

Perciò dovremmo tutti rivalutare ciò in cui crediamo.

Il modo più valido è quello di mettere nella pratica tutto ciò in cui crediamo per testarne la validità. Allora potremo sapere se ciò in cui crediamo è vero o no, tramite la personale esperienza.

Ma come si può fare esperienza di Dio?

perché credere in Dio?Questo è quello che le religioni si sono chieste dall’alba dei tempi e ciò per cui anche la scienza sta cercando una risposta.

Possibilmente, dovrebbe essere la missione di ognuno di noi, poiché, a discapito di altri problemi, questo dovrebbe essere quello verso il quale porre più impegno.

Alcuni degli esponenti del mondo ateo, hanno più volte detto di usare tecniche spirituali come la meditazione regolarmente, perciò, questo potrebbe essere un inizio.

Personalmente credo che qualunque persona, non riesca, segretamente, a dare un risposta a diversi avvenimenti della propria vita.

Molti semplicemente non hanno una base minima di statistica, ma molti altri, molto meno suscettibili, rimangono aggrappati alla certezza di ciò che possono vedere, intimoriti dal mistero di ciò che non capiscono.

I praticanti del lavoro su di Sé

Sebbene in molti camminino con il paraocchi, senza scendere in profondità nell’argomento, dall’altra parte, un sempre più numeroso gruppo di persone è in cerca di una ragione, un proposito, anche perché messi alle strette dal proprio impeto, dalla propria curiosità, dalle circostanze della vita o da intense sofferenze.

Tanti sono cresciuti atei, altri si sono disincantati dal dogma religioso, ed entrambi stanno riscoprendo con un nuovo atteggiamento, la spiritualità, questa connessione con il mistero della vita, dandosi il permesso di provare a farne esperienza.

Così sono nati diversi modi, strade, vie e metodi per poter rincontrare Dio e spesso riscoprendo con occhi nuovi, i veri messaggi delle religioni.

Questo è sicuramente il mio caso e quello di tanti altri, che oggi lavorano su di Sé giornalmente per far emergere in se stessi quelle risposte che, altrimenti non giungerebbero.

Lavorare su di Sé per incontrare Dio

perché credere in Dio?Investire in se stessi e nella propria crescita personale, diventa quindi l’obiettivo numero 1, così da maturare stati sempre più elevati di coscienza.

Spero, in tal senso, con questo articolo e col video qui sotto, di aver acceso la curiosità di qualcuno, che magari, comincerà una ricerca pratica di Dio nella quotidianità, per dare un vero senso alla propria vita.

A proposito, vorrei invitarti, qualora questa sia la prima volta che capiti sul sito, di cominciare da qui, di iscriverti al canale di Expanda ed alla community. Abbiamo diversi contenuti che potrebbero interessarti, nel caso tu stia cercando nuovi spunti per crescere.

Ti aspetto!

Io sono Devid Venara, autore di questo blog. Ti ringrazio per aver letto sin qui e mi auguro di poterti essere nuovamente utile in futuro.

A presto!

Video: perché credere in Dio?

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