La società vittimista LGBTQ: quando il “progresso” va troppo oltre

Cosa troverai nell'articolo:

Oggi voglio trattare un argomento spinoso, che molti ritengono sia di attualità e non centri nulla con la crescita spirituale

Questo articolo dovrebbe darti una percezione chiara del livello di psicosi al quale siamo arrivati e mi auguro, un punto di vista più arricchito sull’argomento. 

Alla fine trovi alcune riflessioni su ciò che, come collettività, siamo chiamati a fare per ritrovare un pò di sano buon senso.

Parliamo di una forma di ricerca spasmodica di attenzione di chi oggi fa fatica a collocarsi nei 2 reami biologici dell’uomo e della donna. 

Parliamo degli attivisti lgbtq e dei loro affiliati guerrieri del sociale “social warriors” e del mondo del “femminismo moderno”.

Esigono di essere rispettati, come giusto che sia, ma le loro richieste fanno parte di un’agenda ben più importante, fatta di nuove abitudini neoliberali che renderanno l’assurdo, normale. 

Non ne parlo in un video semplicemente perché si tratta di un tema impossibile da riassumere in pochi minuti. 

Mi sento chiamato personalmente a discutere di questi temi per poter far riflettere chi segue il mio lavoro e, mi auguro, poter far riprendere un pò di senno della ragione a più persone possibile. 

Una delle richieste di questi gruppi oggi è quella di obbligare tutti a usare pronomi nuovi o sostituire l’ultima lettera con un asterisco o la “e” al contrario, per rispettare le nuove identità di genere di tutte quelle persone che non si rispecchiano nell’identità sessuale con la quale sono nate.

Sebbene queste richieste nascano a fin di bene per tutelare le minoranze, si basano su capricci, più che su reali problemi. 

Sintomi di una grande fragilità di animo, confusione e perdita di razionalità di una parte della popolazione, sorretta da ideali utopici di totale totale dei generi. 

Non si può obbligare qualcuno a fingere di credere che esistano più di 2 generi. Questo vuol dire dubitare dei fondamenti della biologia per soddisfare i capricci di bambini offesi incapaci di accettare la realtà. I due spettri del maschile e femminile sono giganti e non sono definiti culturalmente in modo chiaro e netto, ma definiscono la dualità che contraddistingue l’essere umano, nonché la stragrande maggioranza degli esseri viventi di questo pianeta.

Tuttavia, dato che viviamo in una società basata sul comfort e sul vittimismo, questo tipo di comportamenti viene supportato e alimentato. Tutti bambini mai cresciuti che battono i piedi per sentirsi riconosciute teorie che hanno senso solo nella loro testa e non prendono in considerazione la realtà dei fatti, le statistiche, la scienza.

Questo non significa che al mondo sia tutto bianco e nero. Esitono tantissime gradazioni dell’essere umano, quindi esistono anche persone che esprimono energie diverse dal proprio sesso. Il che non ci stupisce. 

Ognuno ha il suo modo di essere. Ci sono uomini con qualità di apertura e accoglienza e una attitudine maggiormente femminile. Così come ci sono donne con una attitudine maschile e atteggiamenti decisi e autorevoli. 

Questo non vuol dire che queste persone possano cambiare di sesso anche se fisicamente con i migliori chirurghi plastici si può arrivare a creare intere parti del corpo.Tuttavia, qualunque cosa facciano, continueranno ad essere maschio o femmina e nient’altro. 

Pensare di poter cambiare a piacimento alcuni dei piloni portanti della lingua italiana a causa della propria incapacità di accettare chi si è, è una follia. 

Un conto è introdurre nuovi vocaboli di uso comune che sono stati testati e usati per decenni e decenni, e TUTTI vale a dire più della maggioranza della popolazione, li ha adottati e usati nel quotidiano. 

Un conto, invece, è inventarsi dei pronomi (nessuno si è mai inventato di introdurre nuovi PRONOMI) e andare a stravolgere il modo in cui ci riferiamo gli uni con gli altri. Sono i capricci di persone incapaci di accettare di sentirsi donne in un corpo di uomo o il contrario. 

Diverso è per l’orientamento sessuale che è una realtà e come tale ha diritto ad esserci ma bisogna ricordarsi che la nostra civiltà va avanti grazie alle coppie di genitori (maschio e femmina) che fanno figli, perciò anche l’omossesualità va accettata, rispettata ma non promossa. 

Purtroppo però data la grande confusione in cui riversano la maggior parte delle persone, nessuno dice questo con fermezza e decisione.

Così i giovani rimangono confusi e non direzionati e finiscono per prendere sotto gamba una cosa importantissima, in netta diminuzione: le nascite in occidente.

Promuovere la famiglia uomo donna e figli è la cosa più importante oggi data la grande contrazione del numero di nascite in occidente. 

Ma pochi lo capiscono. Son tutti pronti a difendere i propri diritti, dimenticandosi di quanto sia importante promuovere la naturale prosecuzione della nostra specie. Mi stupisco io stesso a doverne parlare. 

Te lo dice uno che l’altro week end lo ha passato con 3 amici gay a bere e scherzare al bar sotto casa e che quindi non soffre di nessuna omofobia o odio per le minoranze. 

Infatti tanti omosessuali si trovano in disaccordo con la narrativa LGBTQ. Quelli che sono sereni nella propria vita ed hanno lavorato su se stessi per superare conflitti infantili e grandi blocchi emotivi, non si fanno questi problemi. Non hanno bisogno di essere chiamati con pronomi diversi, non scendono in piazza al gay pride, non hanno bisogno di un bagno a parte e non esigono di poter competere in eventi sportivi del sesso opposto. 

E ripeto, perché già li vedo i commenti dei meno cognitivamente pronti… non ho alcun problema contro la comunità lgbtq… si tratta di una minoranza che va rispettata e accolta. Non vanno giudicati e vanno rispettati. Non possiamo immaginare le difficoltà che vivono. Sentirsi donna ma dover indossare il corpo di un uomo è una cosa probabilmente mostruosa. 

Lo è d’altronde nascere con una sindrome rara o delle malformazioni, oppure con squilibri mentali o con autismo, schizofrenia o anche con grandi difficoltà a interagire con gli altri per disturbi bipolari o multi personalità. Ci sono tante minoranze nel mondo e vanno tutelate. Vanno tutelati i portatori di handicap facendo le rampe e supportandoli. Vanno supportati i portatori dì sindromi rare e vanno supportati anche gli lgbtq lasciando che possano avere una vita come tutti e non siano perseguitati per nessun motivo. 

Questo però non significa avere il diritto di modificare la struttura della lingua italiana inventandosi nuovi modi di farsi chiamare. Non andiamo tutti in carrozzina per rispettare gli handicappati. Non ci amputiamo tutti le braccia per rispettare i monchi. E non decidiamo che da domani la biologia di base e tutta la struttura sociale formatosi in milioni di anni, possa essere messa da parte per fare un favore ad una minoranza del paese. 

Già è sparita tutta la satira di una volta e i comici non possono più dire niente per paura di offendere qualcuno. Oggi tutti sono vittime dei giudizi altrui. Tutti vittime bisognose dell’accettazione altrui e di essere riconosciute. Tutti incapaci di accettare se stessi e prendersi cura dei propri bisogni in modo autonomo. Pochissimi adulti là fuori e tanti bambini intimoriti e spaventati dalla possibilità di essere giudicati come omofobi, transfobi e tutte le altre cagate che si inventano giornalmente.

La realtà è che in questa società siamo sempre più dipendenti dal giudizio altrui, vittime addormentate del sistema. Abbiamo così tanta paura dell’altro da demandare giustizia fuori per qualcosa che non sappiamo affrontare dentro. E quelli che non mi capiscono dovrebbero farsi due domande invece di stringere i denti per la rabbia. La paura del giudizio, la rabbia e la necessità di sentirsi riconosciuti, degli attivisti lgbtq, ha origine in tanti eventi negativi del loro vissuto. Probabilmente da bambini non c’è stato l’amore che sarebbe stato loro dovuto, l’apprezzamento, il sostegno, la fiducia, il rispetto e via dicendo… e ora lo cercano fuori, invece di fare un lavoro profondo su se stessi per amarsi ed andare oltre.

Tutto questo si fonda sulla paura ed il giudizio, la separazione e l’incapacità di accettare quello che vive in noi emotivamente, psicologicamente. Non lavorando su se stessi, si finisce vittime dei propri blocchi emotivi e della propria storia, mentre si chiede al mondo di adeguarsi alla propria incapacità di amare se stessi. 

Tutto questo marasma fa comunque parte della naturale evoluzione dell’essere umano che passa da bambino ad adulto, passando per la fase dell’adolescenza. Nell’adolescenza ci si ribella al “sistema” e ci si stacca per entrare nella fase adulta. Questo accade, ma per pochi. La maggior parte della gente rimane bloccata nell’adolescenza, crescendo solo fisicamente ma non psicologicamente. Questo produce una persona incapace di decidere per se stessa, insicura e fragile. Questi tratti della personalità, nella nostra società, invece di essere trattati psicologicamente, aiutando la persona a crescere, vengono incoraggiati, alimentati e giustificati da tutto l’establishment del potere odierno. Perchè? Perché mantenere placide e docili le persone in uno stato di eterno vittimismo e insicurezza, vuol dire poterle controllare meglio e concentrare ancor più il proprio potere, consolidandolo. 

Come si fa questo?

Creando un sistema che tiene le persone psicologicamente addormentate, vittime fragili da proteggere che vivono come animali di una fattoria.

Siamo sempre li: le persone non si conoscono, non sanno chi sono, quindi cercano continuamente metodi per sentirsi riconosciute, apprezzate o accettate dagli altri. 

La soluzione è sempre e solo una: conoscere se stessi.

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